Intervento di Stefano Azzali, Direttore Generale della Camera Arbitrale di Milano
Il comparto delle Life Sciences, è uno dei più innovativi e dinamici dell’economia e l’arbitrato si conferma lo strumento più adatto per gestirne la complessità. La natura internazionale dei contratti, l’elevato valore economico dei progetti e la necessità di tutelare informazioni sensibili, richiedono soluzioni rapide, competenti e riservate. Questi sono i temi al centro dell’ultima edizione della Annual Conference della Camera Arbitrale di Milano (CAM), azienda partecipata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, che si è tenuta a Milano lo scorso 27 novembre. L’obiettivo è duplice: promuovere il dialogo tra diritto, scienza e impresa, rafforzando il ruolo di Milano come centro internazionale dell’arbitrato e offrire al sistema economico un nuovo servizio dedicato. La task force appena istituita coinvolgerà associazioni di categoria, avvocati e in-house counsels per analizzare le esigenze specifiche del comparto e di garantire strumenti di arbitrato e mediazione sempre più specializzati.
Una task force per un settore in forte crescita
Il nuovo progetto dedicato alle Life Sciences mira a fornire servizi specializzati di mediazione e arbitrato per la risoluzione alternativa delle controversie. La task force coinvolgerà associazioni di categoria, avvocati e in-house counsels, approfondirà le esigenze specifiche del comparto e garantirà maggiore rapidità procedurale, competenza specifica nella gestione delle liti.
Il settore globale delle Life Sciences, che include farmaceutica, biotecnologie e dispositivi medici è tra i più dinamici e strategici al mondo. L’iniziativa nasce in un contesto economico in espansione: con 16 miliardi di euro
di fatturato annuo, Milano concentra il 31,3% del valore nazionale (51 miliardi di euro) e il 74% del giro d’affari lombardo, confermandosi primo polo italiano dell’industria Life Sciences. La Lombardia, con 21,6 miliardi, genera il 42,3% del fatturato nazionale. Nel capoluogo lombardo operano 1.462 imprese del settore, pari al 39,7% del totale lombardo e al 7,5% del dato nazionale, con 32.004 addetti, in crescita del 3% rispetto all’anno precedente.
Arbitrato, una via efficace per un settore ad alta complessità
Le dimensioni economiche e la complessità tecnica del comparto spiegano l’aumento di controversie risolte tramite l’arbitrato, una scelta sempre più frequente rispetto ai procedimenti giudiziari ordinari.
La sedicesima Annual Conference della Camera Arbitrale di Milano, ha riunito 140 esperti di diritto, accademici, legali d’impresa e avvocati internazionali. Se in passato l’arbitrabilità di tali dispute era accolta con cautela, oggi l’ambito si è ampliato grazie all’evoluzione normativa e ad un atteggiamento sempre più favorevole dei giudici statali nei confronti dell’arbitrato. Il confronto ha riguardato in particolare: le controversie da responsabilità da prodotto, anche alla luce della nuova direttiva UE; le dispute in materia di proprietà intellettuale e brevetti; le best practice e gli errori da evitare nella gestione di arbitrati complessi in ambito scientifico. Tra i temi più dibattuti, la quantificazione dei danni, elemento cruciale in ogni arbitrato del settore, che richiede un approccio su misura e competenze tecniche specifiche per garantire un lodo equilibrato e fondato.
I numeri CAM: dieci anni di ADR nelle Life Sciences
Nel decennio 2015-2024 la Camera Arbitrale di Milano ha gestito 266 controversie nei settori farmaceutico, sanitario e chimico, pari al 4% del totale dei casi amministrati. Il valore complessivo dei casi supera i 2,3 miliardi di euro. Gli arbitrati nel comparto Life Sciences sono cresciuti del 25% rispetto a dieci anni fa, con una quota di casi internazionali pari al 13,6%. Nel dettaglio: 13 procedure di riassegnazione dei nomi a dominio, 203 mediazioni e 50 arbitrati. Il valore delle liti trattate in mediazione è pari a 55 milioni di euro, mentre gli arbitrati hanno riguardato controversie per 2,245 miliardi di euro. Sfruttamento di marchi e brevetti, violazione degli accordi di non concorrenza e problemi nella catena di distribuzione, sono le tematiche più delicate. Il tempo medio di un arbitrato CAM è di 13 mesi, che scende a 4,7 mesi con il procedimento semplificato (–8,5% rispetto all’anno precedente). La mediazione si conclude in circa 3 mesi.
Vantaggi per il settore Life Sciences
Arbitrato e mediazione offrono una cornice neutrale, riservata e flessibile, con tempi significativamente più rapidi rispetto alla giustizia ordinaria e la possibilità di affidarsi a professionisti con competenze specifiche. Per un comparto che si fonda su innovazione, investimenti e tutela della proprietà intellettuale, poter contare su strumenti ADR specializzati, prevedibili nei tempi e nei costi e con decisioni esecutive a livello internazionale, rappresenta un vantaggio competitivo concreto. Tre i benefici chiave: competenza degli arbitri, efficienza procedurale e riservatezza, che protegge informazioni sensibili quali dati di ricerca, brevetti e strategie industriali.




