Stefano Rossi, presidente di Giovani Imprenditori Confindustria Lombardia

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Stefano Rossi: “Confindustria è la casa degli imprenditori. È qui che smettono di essere soli nel fare impresa”

Un mandato che parte dalle persone prima ancora che dai numeri.

Appena eletto alla guida dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia, Stefano Rossi presenta assieme alla sua squadra di Vicepresidenti eletti, un programma per rafforzare la rete tra i territori, affrontare il passaggio generazionale senza tabù e nuovi strumenti finanziari e formativi concreti per sostenere la crescita dei giovani imprenditori.

A questo si aggiunge un ciclo di talk dal vivo per portare storie reali nelle territoriali Lombarde. Un approccio che nasce dalla sua esperienza diretta e dalla consapevolezza che, nei momenti decisivi, il confronto conta quanto la strategia.

Presidente Rossi, innanzitutto complimenti per la sua recente elezione alla guida del Comitato Regionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia. Nel suo programma lei parla dell’Associazione come di una vera “casa degli imprenditori” con focus sul rafforzamento del network tra i territori. Cosa potrebbero fare in concreto le imprese lombarde per fare davvero sistema?

«Fare sistema significa prima di tutto frequentarsi e confrontarsi. Può sembrare banale, ma non lo è. Gli imprenditori, soprattutto all’inizio del loro percorso di carriera, tendono a non confrontarsi al di fuori della propria azienda e se lo fanno spesso è limitato al proprio giro ristretto: amici e familiari che spesso non vivono le stesse responsabilità legate al fare impresa.

Confindustria è il luogo in cui incontri altri imprenditori che parlano la tua stessa lingua e affrontano problemi simili ai tuoi, anche se provengono da settori, territori e contesti differenti.

Quando parlo di “casa degli imprenditori” intendo proprio questo: uno spazio dove si supera l’idea di poter crescere da soli, dove è normale condividere dubbi, errori, decisioni difficili e dove ascoltare i problemi degli altri diventa un valore. Nei momenti più complessi questo confronto ci aiuta ad aumentare la dose di coraggio, che è fondamentale nel mondo dell’imprenditoria e io stesso ho trovato in Confindustria un punto di riferimento concreto.

Rafforzare il dialogo tra territori significa moltiplicare queste occasioni di scambio e creare legami che, nel tempo, diventano un vero vantaggio competitivo. Casa è un luogo sicuro, e Confindustria è casa.»

State lavorando su nuovi strumenti finanziari e percorsi di formazione dedicati alla leadership e alla finanza. Quali competenze oggi fanno davvero la differenza per “fare il salto”?

«In alcuni contesti manca la capacità di leggere l’azienda come un progetto di lungo periodo. Molti giovani imprenditori hanno ottime intuizioni, ma faticano a trasformarle in un piano industriale strutturato e sostenibile.

Come Giovani Imprenditori stiamo lavorando per costruire un vero “patto” con gli istituti di credito, che aiuti concretamente le imprese familiari a gestire il passaggio generazionale e la crescita.

Affiancheremo i giovani imprenditori con progetti orientati alla strutturazione aziendale, coinvolgendo partner specializzati del mondo corporate e rafforzando il dialogo con Regione Lombardia per creare strumenti realmente efficaci.

La formazione sarà centrale: oggi non esistono più competenze opzionali. Leadership, responsabilità e capacità decisionale sono imprescindibili per chi deve prendere le redini di un’azienda.

Viviamo in un contesto geopolitico complesso, che ci impone di rivedere modelli di business e strategie. Per questo abbiamo bisogno di giovani imprenditori preparati, strutturati e coraggiosi.»

Il nuovo format dei Giovani Imprenditori affronterà proprio questi temi attraverso nove tappe in Lombardia, iniziativa che lanceremo il 6 marzo durante il canonico comitato regionale di Bormio, il via lo daremo assieme al Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Lecco e Sondrio supportati dalla collaborazione dei Giovani Imprenditori di Confindustria Como.

«Ogni appuntamento sarà un talk: sul palco un giovane imprenditore che sta vivendo il passaggio di testimone in modo virtuoso e nel susseguirsi dell’evento, un imprenditore di primo piano che condividerà la propria visione di leadership. Niente teoria, ma storie vere e scelte concrete.»

Da imprenditore di terza generazione alla guida di MartinoRossi SpA, quale errore vede più spesso nelle imprese familiari?

«Il passaggio generazionale è ancora un grande tabù. Spesso non è pianificato, non è scritto e talvolta nemmeno discusso.

Da una parte imprenditori senior che faticano a lasciare spazio; dall’altra giovani che restano in azienda senza un ruolo chiaro e senza reali responsabilità. Il rischio è perdere continuità e, soprattutto, spegnere il sogno imprenditoriale.

La responsabilità è condivisa: il senior deve investire per costruire il percorso di chi gli succede; il giovane deve dimostrare leadership, esporsi, proporre.

Il passaggio generazionale non è un evento, ma un processo strategico che va costruito nel tempo.

Io ho avuto la fortuna di avere un padre che mi ha saputo dare fiducia. Ho fatto un’esperienza in una multinazionale prima di entrare in azienda, quando sono rientrato, avevo il desiderio di vedere l’impresa di famiglia crescere, strutturarsi, dotarsi di procedure e visione. Prima di diventare CEO dell’azienda di Famiglia, durante la mia gavetta ho fatto degli errori, ma sono stati fondamentali per crescere.

Come descriverebbe oggi la Lombardia a chi la osserva dall’estero?

«La Lombardia è la prima potenza manifatturiera d’Europa, prima regione italiana per PIL con il 23% del totale nazionale, export (26%) e investimenti esteri (35%). È un territorio che esprime competenze altissime e una capacità produttiva straordinaria e estremamente eterogenea. Quando guardiamo ai mercati emergenti, la presenza lombarda si sente. Non siamo spettatori, siamo protagonisti.

La sfida è continuare a investire su persone, competenze e innovazione per mantenere questo ruolo anche nei prossimi anni.»

L’internazionalizzazione è uno degli obiettivi centrali di Confindustria Lombardia. Su quali mercati sarà strategico puntare?

«Il mercato americano resta strategico e culturalmente accessibile, nonostante le complessità politiche. Germania, Francia e Spagna continuano a rappresentare una quota fondamentale del nostro export.

Guardiamo con attenzione i mercati come Cina, India e Paesi arabi, che offrono grandi opportunità ma richiedono preparazione, conoscenza normativa e sensibilità culturale.

Dopo l’interruzione dei rapporti con la Russia, è ancora più strategico diversificare. Il nostro compito è ampliare i mercati, tutelando il valore del made in Italy e la solidità delle nostre imprese. In quest’ottica, l’Indagine Internazionalizzazione di Confindustria Lombardia rappresenta uno straordinario strumento per orientare le scelte delle imprese che guardano ai mercati esteri.»

Ha vissuto un momento di forte incertezza nel suo percorso imprenditoriale?

«Uno dei momenti più complessi è stato il progetto di ingresso in Cina di MartinoRossi SpA tra il 2018 e il 2019. Avevamo investito tempo e risorse, nuovi prodotti e nuovi marchi, un Management dedicato e una struttura operativa a Shanghai. Pochi giorni dopo l’inaugurazione del nostro ingresso nel mercato è scoppiata la pandemia e il progetto si è fermato a causa delle barriere imposte dal governo cinese.

È stata una grande delusione: anni di lavoro interrotti per cause esterne. Ma non la considero una sconfitta. L’incertezza ti insegna che non puoi controllare tutto, ma puoi controllare la reazione.

Quando abbiamo capito che i tempi non sarebbero stati brevi per ripartire con il business, abbiamo deciso rapidamente di riallocare le risorse, investendo nella diversificazione del gruppo e questo ci ha permesso di proteggere l’azienda e continuare a crescere.»

Durante la conversazione emerge con chiarezza la visione di Stefano Rossi: l’impresa non è un percorso solitario. Il suo mandato nasce dall’esperienza diretta di chi ha vissuto difficoltà, responsabilità e scelte complesse, e oggi vuole trasformarle in occasioni di confronto e crescita condivisa.

Nei prossimi mesi sarà interessante osservare come questa visione si tradurrà in azioni concrete sui territori.

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Immagine di Guenda Novena
Guenda Novena

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