Nati-mortalità delle imprese lombarde

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Imprese lombarde tra resilienza e trasformazione: Brescia accelera, equilibrio per Cremona, Mantova e Pavia

Nel 2025 segnali di vitalità diffusa nel sistema imprenditoriale: Brescia cresce sopra la media nazionale, mentre l’area Cremona-Mantova-Pavia mostra stabilità complessiva, con differenze territoriali e un artigianato ancora sotto pressione

Il 2025 si chiude con un quadro articolato ma complessivamente incoraggiante per il tessuto imprenditoriale di una parte significativa della Lombardia. Dai dati delle Camere di Commercio e dall’indagine Movimprese emerge una dinamica fatta di selezione, trasformazione e progressivo spostamento verso modelli d’impresa più strutturati. Brescia corre con decisione, mentre l’area di Cremona, Mantova e Pavia mantiene un sostanziale equilibrio, tra segnali di tenuta e criticità ancora presenti in alcuni comparti tradizionali.

Nel territorio di Cremona-Mantova-Pavia, a fine anno, le imprese registrate sono 107.917, con un tasso di crescita complessivo pari a +0,02%. Le sole imprese attive ammontano a 96.641 unità e segnano un lieve incremento (+0,1%), in controtendenza rispetto ai dati medi lombardi e nazionali. La dinamica complessiva è il risultato di andamenti differenziati: Cremona chiude in leggero positivo, Pavia mostra una crescita più decisa, mentre Mantova registra una contrazione.

Cremona archivia l’anno con un saldo tra aperture e chiusure di +2 unità e un tasso di crescita del +0,01%, sostenuto soprattutto dalle società di capitali. Le imprese attive aumentano dello 0,27%, mentre sul fronte settoriale prevalgono lievi flessioni nei comparti tradizionali – agricoltura, manifatturiero, commercio ed edilizia – compensate dalla buona dinamica di attività professionali, istruzione e finanza. L’artigianato resta in lieve arretramento, con difficoltà concentrate soprattutto nel commercio e nella ristorazione.

Mantova appare invece l’anello più fragile dell’area: il saldo è negativo per 51 imprese e il tasso di crescita scende a -0,14%. Le imprese attive diminuiscono dello 0,21% e quasi tutti i settori economici mostrano segni meno, dal manifatturiero all’agricoltura, fino ai servizi turistici e alla logistica. Anche qui crescono le società di capitali, segnale di un processo di riorganizzazione strutturale, ma l’artigianato continua a soffrire.

Pavia chiude invece il 2025 con una dinamica positiva: +66 imprese e un tasso di crescita del +0,15%. Le imprese attive aumentano dello 0,26% e le società di capitali segnano un incremento dell’1%. Nonostante le difficoltà di alcuni settori tradizionali, spiccano le buone performance delle attività professionali e finanziarie, mentre l’artigianato si mantiene sostanzialmente stabile, con nicchie in crescita nell’agricoltura, nelle costruzioni e nei servizi qualificati.

Un quadro in parte diverso emerge per Brescia, che nel 2025 conferma una spiccata vitalità imprenditoriale. Le nuove iscrizioni al Registro Imprese sono state 6.999, a fronte di 5.584 cessazioni, con un saldo positivo di 1.415 attività, superiore a quello del 2024. Le imprese registrate salgono così a 116.616, con un tasso di crescita dell’1,22%, superiore alla media nazionale e di poco inferiore a quella lombarda.

La provincia bresciana mostra una dinamica espansiva soprattutto nei servizi avanzati: crescono in modo significativo le attività professionali, scientifiche e tecniche, la finanza e assicurazioni, le costruzioni e l’informazione e comunicazione. Al contrario, continuano a perdere terreno commercio, manifatturiero, agricoltura e turismo, a conferma di un processo di ristrutturazione profonda del tessuto economico locale.

Sul fronte delle forme giuridiche, Brescia evidenzia con chiarezza l’evoluzione verso modelli più solidi: le società di capitali aumentano di 1.319 unità (+2,5%), mentre arretrano le società di persone. Crescono anche le imprese giovanili (+4,6%) e quelle straniere (+11%), che rappresentano ormai oltre il 12% del totale, mentre resta molto contenuta la crescita dell’imprenditoria femminile. Le start-up innovative risultano sostanzialmente stabili, un segnale che richiama la necessità di rafforzare le politiche a sostegno dell’innovazione.

Anche l’artigianato bresciano offre una lettura articolata: il saldo complessivo è lievemente positivo, grazie soprattutto all’edilizia e ai servizi alle imprese, mentre continua il calo delle attività manifatturiere. A fine anno le imprese artigiane superano le 31 mila unità.

Nel complesso, il 2025 consegna un’immagine di Lombardia in trasformazione. Brescia si conferma uno dei motori più dinamici, mentre Cremona, Mantova e Pavia attraversano una fase di equilibrio fragile, con segnali incoraggianti in alcune aree e difficoltà persistenti in altre. La crescita delle società di capitali in tutti i territori analizzati indica però una traiettoria comune: un sistema imprenditoriale che, pur tra incertezze congiunturali e pressioni competitive, continua a riorganizzarsi per affrontare con maggiore solidità le sfide dei prossimi anni.

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Immagine di Giulia Chittaro
Giulia Chittaro
Giulia è responsabile dei contenuti online di Italia Economy. Nel tempo ha guidato l’evoluzione del reparto digitale, affiancando alla gestione editoriale la produzione di articoli originali di analisi socio-economica

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