Export agroalimentare bergamasco: un secondo semestre 2025 da record con 845 milioni di euro (+14,2%). Boom del lattiero-caseario (+85%) e della Germania, mentre prosegue la selezione naturale delle imprese agricole
Le esportazioni agroalimentari bergamasche hanno sfiorato quota 845 milioni di euro nel secondo semestre del 2025, registrando un incremento del +14,2% rispetto allo stesso periodo del 2024. Questo valore le situa al di sopra sia della variazione media regionale (+9,7%) sia di quella nazionale (+11,5%).
I cinque principali mercati per l’agroalimentare bergamasco (che rappresentano oltre il 9% dell’export totale) mostrano una crescita generalizzata con la sola eccezione dei Paesi Bassi. La performance più significativa si è registrata in Germania, dove l’export agroalimentare è cresciuto del +21,6%. Questo eccezionale aumento è stato trainato in particolare da frutta e ortaggi lavorati e conservati (+221,4%), dai prodotti della lavorazione di granaglie (+77%) e dagli oli e grassi vegetali e animali (+57,1%). Tale incremento è stato fondamentale, in quanto ha compensato il calo complessivo dell’export bergamasco verso il mercato tedesco (-1,4%).
Anche la Francia (+3,5%) e il Regno Unito (+1,4%) mostrano andamenti positivi, superiori al dato generale delle merci dirette a questi Paesi. Gli Stati Uniti crescono di +0,1%, in linea con il dato generale (+0,2%). L’unico dato in contrazione è quello dei Paesi Bassi, dove l’agroalimentare ha subito un calo del -15,2%. Questa flessione è attribuibile in larga misura al crollo dei prodotti per l’alimentazione degli animali (-97,5%) e del pesce lavorato e conservato (-74,7%), risultando più severa rispetto al dato generale dell’export bergamasco verso quel territorio (-8,1%).
All’interno del comparto agroalimentare, le dinamiche settoriali sono state contrastanti. I prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca hanno segnato una crescita contenuta (+0,4%), imputabile prevalentemente alle colture permanenti. Viceversa, i prodotti alimentari, bevande e tabacco hanno avuto un balzo significativo, crescendo del +13,8%. Questo forte aumento è stato spinto principalmente dal settore lattiero-caseario, quasi raddoppiato, ma anche dai prodotti della lavorazione di granaglie, aumentati di un abbondante 50%.
L’export dei prodotti delle industrie lattiero-casearie ha mostrato un andamento eccezionalmente positivo nel secondo semestre del 2025, con un incremento del +85,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescita è stata trainata soprattutto dall’esportazione di formaggi, destinati in particolare a Francia (+49,1%), Spagna (+6%), Paesi Bassi (+33,5%) e Svizzera (165,4%), che si sono confermati i principali paesi importatori.
Il comparto delle bevande, pur mantenendo un andamento positivo (+1,4%), ha registrato una battuta d’arresto. L’export aveva raggiunto i 181 milioni di euro nel 2023, seguiti da due trimestri di stasi. Dalla fine del 2024, tuttavia, il settore ha ripreso a crescere con decisione, toccando il picco di 218 milioni nel primo trimestre dell’anno in corso, seguito poi da tre periodi sotto tono. La performance del secondo semestre è stata frenata dalle contrazioni verso mercati chiave come Stati Uniti (-1,7%), Francia (-16,5%) e Regno Unito (-8,3%), bilanciati solo in parte dalle variazioni positive registrate con Svizzera (+67,6%) e Canada (+12,3%).
Per quanto riguarda la demografia d’impresa, in provincia di Bergamo si contano 4.762 imprese attive nei settori dell’agricoltura, silvicoltura e pesca. Nell’ultimo semestre, le 76 cessazioni (di cui 75 non d’ufficio) hanno superato le 53 nuove iscrizioni. Anche considerando l’intero anno 2025, si registrano 194 cessazioni (di cui 189 non d’ufficio) a fronte di 154 nuove iscrizioni.
Nel settore primario bergamasco, le nuove iscrizioni si concentrano quasi totalmente nelle attività di produzione vegetale e animale (94,8%), con la silvicoltura e la pesca che rimangono comparti di dimensioni trascurabili. Analizzando la natura giuridica delle nuove imprese registrate nell’intero 2025, si osserva una netta prevalenza delle imprese individuali (86,4%), che superano di gran lunga le società di persone (11,7%) e le società di capitale (1,3%). È da sottolineare che, nonostante il flusso di nuove iscrizioni, le cessazioni continuano a superare le aperture per tutte le classi giuridiche, confermando il saldo negativo sia su base semestrale che annuale.
Dichiara il presidente della Camera di commercio, Giovanni Zambonelli: “I risultati del secondo semestre 2025 confermano la brillante vitalità dell’agroalimentare bergamasco che, in linea con il trend lombardo, sovraperforma nettamente rispetto al complesso delle esportazioni provinciali. La crescita registrata in quest’ultima parte dell’anno migliora ulteriormente l’ottimo esordio del primo semestre, trainata da un comparto lattiero-caseario eccezionale e da una capacità di penetrazione in mercati strategici, come quello tedesco, che agisce da efficace ammortizzatore contro le incertezze del quadro economico globale. Questo dinamismo sui mercati esteri si accompagna a una trasformazione strutturale interna: i dati sulla demografia d’impresa evidenziano un progressivo processo di concentrazione che interessa soprattutto le realtà individuali”.
Commenta il componente della Giunta camerale per il settore agricoltura, Gabriele Borella: “I numeri dell’export ci consegnano l’immagine del settore agricolo e agroalimentare bergamasco capaci di grandi performance sui mercati esteri. Per altro verso, il saldo demografico delle imprese, che resta negativo, mostra la portata di un processo di selezione naturale che comporta la contrazione soprattutto delle ditte individuali e delle società di capitale. Lo leggiamo come il segnale di un comparto che si sta riorganizzando: le sfide dei mercati e la necessità di investimenti richiedono strutture sempre più solide e professionalizzate. Il nostro impegno come Camera di commercio resta quello di accompagnare questa transizione, affinché il ricambio generazionale non sia solo una questione numerica, ma qualitativa”.




