e-Novia, il modello industriale del deep-tech italiano

Share

Dalla robotica collaborativa alla manutenzione predittiva, e-Novia costruisce ponti tra università e mercato. Il CEO Massimiliano Benci racconta il modello che sta ridefinendo il deep-tech italiano

 Fondata nel 2012 come spin-off universitario del Politecnico, e-Novia è oggi uno dei principali venture studio italiani nel deep-tech. Il CEO Massimiliano Benci ci illustra percorso e prospettive di un modello virtuoso che si propone come ponte tra ricerca e mercato, risolvendo uno dei nodi critici del deep-tech italiano: la capacità di trasformare idee innovative in prodotti industrialmente scalabili.

Come si caratterizza il modello e-Novia?

«Oggi il nostro modello è quello di un venture studio industriale: identifichiamo founder con competenze verticali forti, spesso tecnologiche o scientifiche, che hanno già una visione chiara del progetto. Non ci sostituiamo a loro, ma li mettiamo nelle condizioni di crescere più rapidamente con un ruolo da co-founder. Il nostro contributo si concretizza nel supporto alla strutturazione del business, alla definizione della strategia industriale, alla governance e al piano finanziario. Il team tecnologico affianca i founder per trasformare il concept in prototipo validato e renderlo industrialmente scalabile. La differenza chiave rispetto a incubatori o acceleratori è che cerchiamo fin dall’inizio un partner industriale interessato alla tecnologia, che possa diventare cliente o investitore della start up. Così la roadmap tecnologica è guidata da esigenze reali di mercato, il rischio si riduce e l’industrializzazione è prevista già dall’inizio. Non lavoriamo solo per fare funding o mentoring, costruiamo basi industriali solide che uniscono ricerca e mercato, superando il problema tipico del deep-tech italiano: il ponte verso l’industria».

In quali settori e applicazioni vedete oggi i casi più maturi e industrializzabili di Physical AI?

«Per noi la Physical AI è un’evoluzione intelligente della meccatronica tradizionale ed è interessante solo quando esce dal laboratorio ed entra nei processi industriali come smart manufacturing e robotica collaborativa. Gli obiettivi principali della Physical AI sono la sicurezza, l’aumento della produttività e il supporto decisionale. I prodotti non sostituiscono l’uomo, ma aiutano nelle operazioni complesse o soggette a errori, riducendo rischi e costi».

Potrebbe citare alcuni esempi?

Massimiliano_Benci

«Abbiamo TOKBO, co-sviluppata con Agrati: una vite sensorizzata che raccoglie dati strutturali e attiva azioni di manutenzione predittiva, prevenendo i guasti prima che si verifichino. Oppure voglio citare Smart Robots, azienda parte del gruppo e-Novia che ha sviluppato robot collaborativi adattivi che supportano l’operatore manuale in linea, guidandolo passo per passo. Riconoscono azioni umane e prodotti tramite visione 3D e AI, fornendo istruzioni digitali su schermo o in realtà aumentata e integrandosi con il sistema fabbrica per la completa digitalizzazione della postazione».

Quali ostacoli incontrate nel portare innovazioni avanzate dal laboratorio al mercato globale?

«Le principali difficoltà sono reperibilità delle idee e comunicazione tra università e industria. Molte innovazioni rimangono confinate nelle tesi di dottorato o nei progetti universitari, non tracciate né valorizzate. Ingegneri e imprenditori parlano due “lingue” diverse: tecnicismi da un lato, esigenze commerciali e industriali dall’altro. e-Novia funge da traduttore universale».

In che modo?

«Collaboriamo con molte università e centri di ricerca e abbiamo strutturato un dealflow che valuta e analizza circa 50 start up/mese. La chiave è partire con un obiettivo industriale chiaro, non cercare di industrializzare ex post un risultato accademico».

Può darci una panoramica della crescita di e-Novia dal 2012 a oggi?

«e-Novia nasce come spin-off universitario. Dal 2012 ad oggi abbiamo generato circa 500 progetti di consulenza e innovazione, creato più di 20 start up, con 8 ancora attive nel portfolio e 4 exit di successo. L’azienda è cresciuta fino alla quotazione su Euronext Growth Milan nel 2022. Ogni start up viene seguita fin dalle prime fasi, con supporto tecnologico, industriale e strategico, in modo da favorire scalabilità e sostenibilità sul mercato globale».

Come valutate il posizionamento dell’Italia nella Physical AI e nella robotica industriale?

«A livello globale non siamo ancora i primi della fila, ma il settore manifatturiero italiano è presente e la domanda di soluzioni integrate cresce rapidamente. Il modello e-Novia è tra i principali attori in Italia: unisce venture studio e innovation consulting, intercettando segnali deboli e trasformandoli in applicazioni concrete. Il mercato ha ampio spazio di crescita, e la combinazione tra talento scientifico e industriale rappresenta un asset strategico ancora da esplorare».

condividi su:

Immagine di Irene Canziani
Irene Canziani
Giornalista freelance, scrive di innovazione, imprese e tecnologie emergenti, con un focus sui contesti B2B e sulle economie locali. Si occupa anche di editing e fact-checking di articoli e analisi, oltre che di pianificazione editoriale per grandi brand e progetti corporate.

Leggi anche

Vuoi ricevere le nostre ultime news? Iscriviti alla newsletter per rimanere sempre aggiornato

ARTICOLI PIÙ LETTI
ULTIMI ARTICOLI