Sostenibilità, cresce l’autonomia energetica delle imprese bergamasche. L’industria guida la transizione
La sostenibilità continua a rappresentare un fattore strategico per il sistema imprenditoriale bergamasco, anche se con un’intensità leggermente inferiore rispetto agli anni in cui il tema era al centro del dibattito europeo. È quanto emerge dall’indagine della Camera di commercio di Bergamo, che fotografa un tessuto produttivo sempre più orientato all’efficienza energetica, all’economia circolare e alla valorizzazione del capitale umano.
A confermarsi protagonista è il comparto industriale: il 78% delle imprese considera la sostenibilità molto o abbastanza importante per la competitività aziendale. Una quota ancora elevata, seppure in lieve calo rispetto all’82% registrato nel 2023 e nel 2025. Più marcata la flessione nell’artigianato, dove la percentuale scende al 58%, mentre commercio e servizi mantengono livelli sostanzialmente stabili.
L’attenzione alla sostenibilità si traduce soprattutto in interventi concreti sul fronte ambientale. Il 76% delle imprese industriali ha già adottato o programmato misure per ridurre il proprio impatto ambientale, una percentuale rimasta stabile negli ultimi anni. Negli altri comparti le quote si attestano intorno al 50%, con l’artigianato fermo al 43%, anche a causa della dimensione mediamente più ridotta delle aziende.
L’efficienza energetica si conferma la priorità assoluta. Il monitoraggio dei consumi di energia è la misura più diffusa in tutti i settori, seguito dall’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. Nell’industria trovano inoltre ampio spazio il monitoraggio delle emissioni e la certificazione dei processi produttivi, mentre nel commercio e nei servizi cresce l’attenzione verso i trasporti a basso impatto e la selezione di fornitori sostenibili.
Proprio l’economia circolare rappresenta uno dei fenomeni in maggiore crescita. Aumentano infatti le imprese che investono nel riutilizzo delle acque reflue, nella riduzione dei materiali impiegati, nell’utilizzo di materie prime seconde e nella scelta di fornitori appartenenti a filiere sostenibili. Nell’artigianato emerge inoltre una maggiore formalizzazione dei percorsi ambientali, con un incremento delle aziende che individuano un responsabile dedicato alla sostenibilità.
Gli investimenti realizzati negli ultimi anni stanno producendo effetti anche sul fronte dell’autonomia energetica. Nell’industria il 14% delle imprese dichiara di aver ridotto la dipendenza da fonti energetiche esterne nell’ultimo anno, contro appena il 3% che segnala un aumento. Un saldo positivo si registra anche nell’artigianato e nel commercio al dettaglio.
Parallelamente cresce la quota di energia autoprodotta: raggiunge il 17,3% nell’industria e il 14,8% nell’artigianato, mentre nei servizi e nel commercio si attesta rispettivamente all’8,8% e al 7,2%. Un dato che assume particolare rilevanza per il manifatturiero, chiamato a confrontarsi con costi energetici superiori rispetto a quelli sostenuti dai principali concorrenti internazionali.
Sul piano sociale l’impegno delle imprese risulta meno diffuso rispetto a quello ambientale, ma mostra segnali di consolidamento. Il 59% delle aziende industriali ha adottato o programmato iniziative per migliorare il proprio impatto sociale, mentre commercio e servizi si attestano intorno al 40%. Più contenuta la partecipazione dell’artigianato, che si ferma al 23%.
La formazione continua del personale rappresenta l’iniziativa più diffusa nella maggior parte dei settori. Accanto a questa assumono crescente importanza il benessere organizzativo, il welfare aziendale, i rapporti con il territorio, la promozione dei fornitori locali e le collaborazioni con il mondo della scuola attraverso i percorsi di alternanza, considerati anche uno strumento per affrontare la crescente difficoltà di reperire personale qualificato.
«La sostenibilità è ormai entrata stabilmente nelle strategie di una parte significativa del sistema imprenditoriale bergamasco, trasformandosi da impegno etico a concreta leva di competitività», commenta il presidente della Camera di commercio di Bergamo, Giovanni Zambonelli. «Pur in presenza di un fisiologico ridimensionamento rispetto ai livelli rilevati nel passato, l’efficienza energetica, l’economia circolare, la valorizzazione del capitale umano e il forte legame con il territorio continuano a rappresentare elementi distintivi, soprattutto per il settore industriale, che si conferma il motore della transizione sostenibile della provincia».




