Verso un nuovo modello di welfare comunitario: nasce a Pavia il network nazionale di coabitazione intergenerazionale
Il progetto “Cohousing e Caring tra Generazioni” dell’Università di Pavia sarà parte di una nuova rete per lo scambio di informazioni e pratiche tra enti e associazioni impegnati nell’abitare condiviso tra giovani e anziani
Nasce il primo network nazionale delle esperienze di coabitazione intergenerazionale. L’annuncio è avvenuto lunedì 29 giugno a Padova dove è stata presentata la prima Dichiarazione Congiunta che ne formalizza l’avvio.
I rappresentanti delle diverse realtà progettuali italiane, tra cui l’Università di Pavia, hanno partecipato attivamente ai tavoli di lavoro per definire le linee guida di questo nuovo modello di welfare comunitario. L’evento segna la nascita di un network, una rete nazionale che consente lo scambio di informazioni, pratiche e strumenti operativi tra enti e associazioni impegnati nell’abitare condiviso tra giovani e anziani. L’obiettivo è rafforzare il peso e la riconoscibilità di queste esperienze per trasformarle da sperimentazioni locali a politiche pubbliche strutturali, in vista di un appuntamento nazionale in corso di programmazione per il febbraio 2027.
Spiega Emanuela Carnaghi responsabile per UNIPV del progetto “Cohousing e Caring tra Generazioni” sostenuto da Regione Lombardia : “La partecipazione dell’Università di Pavia al Meeting Nazionale delle Esperienze di Coabitazione Intergenerazionale tenutosi a Padova lo scorso febbraio ha rappresentato un’importante occasione di confronto con realtà che, in contesti differenti, condividono obiettivi e sfide simili alle nostre. Uno degli aspetti più significativi emersi durante il meeting è stata la conferma che la convivenza intergenerazionale non può essere ridotta a una semplice risposta a bisogni abitativi o assistenziali. Le esperienze presentate hanno mostrato come il successo dei progetti dipenda soprattutto dalla costruzione di relazioni significative, dall’accompagnamento delle persone coinvolte e dalla presenza di spazi e occasioni strutturate di incontro. Il confronto tra le diverse realtà ha inoltre evidenziato una criticità condivisa: il reclutamento e il coinvolgimento delle persone anziane. La possibilità di discutere apertamente questa sfida con i colleghi di altri progetti si è rivelata particolarmente utile, poiché ha permesso di confrontare strategie, strumenti di comunicazione e modalità di ingaggio sperimentate nei diversi territori. È emerso, in particolare, come la costruzione di reti con associazioni locali, servizi territoriali e realtà di prossimità rappresenti un elemento fondamentale per raggiungere potenziali partecipanti e favorire la fiducia necessaria ad aderire a percorsi innovativi come quelli di coabitazione e scambio intergenerazionale. Il confronto con le altre esperienze ha inoltre confermato l’importanza di preparare adeguatamente i partecipanti, monitorare l’evoluzione delle relazioni nel tempo e valorizzare le competenze e le risorse che ogni generazione può mettere a disposizione dell’altra. La dichiarazione congiunta sottoscritta al termine del meeting assume per noi un valore concreto, perché rafforza la possibilità di costruire una rete nazionale di esperienze capace di favorire lo scambio di pratiche, strumenti e conoscenze. In questo senso, l’unione delle diverse esperienze rappresenta una risorsa strategica per consolidare e diffondere modelli innovativi di welfare comunitario e contribuire al riconoscimento della coabitazione intergenerazionale come strumento capace di generare legami sociali, contrastare l’isolamento e promuovere la partecipazione attiva delle persone“.




