Dalla Brianza il robot umanoide cognitivo: impieghi in industria e sanità (ma non solo)

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Direttamente dal cuore della Brianza, precisamente da Besana Brianza, arriva Robee, il primo robot umanoide cognitivo, che vedrà il suo ingresso sul mercato già nel 2022. A darlo alla luce,dopo un lavoro di oltre 3 anni di sperimentazione, è stata la Oversonic Robotics, una società fondata, nel 2020, da Paolo Denti e Fabio Puglia.

La mission dell’azienda è quella di sviluppare robot collaborativi per affiancare l’uomo nei lavori pericolosi e ripetitivi, con l’obiettivo di ridurre i potenziali rischi fisici e danni psicologici per i lavoratori, conseguenti allo svolgimento di tali attività. Non solo, l’intenzione è quella di introdurre queste macchine anche nel mondo dell’accoglienza e dell’assistenza, dove potranno interagire, raccogliere, memorizzare e processare i dati raccolti mediante una evoluta piattaforma cloud di Data Analytics.

“La nostra visione è di realizzare un prodotto ad alto contenuto tecnologico ma allo stesso tempo fruibile per i bisogni della società, che quindi vada a coadiuvare l’attività umana in molteplici situazioni”, spiegano Fabio Puglia e Paolo Denti.

Grazie all’entrata nel capitale della finanziaria italiana Fintel, della famiglia Bulgarelli, che di recente ha acquisito il controllo del 33%, Oversonic ha ora tutte le potenzialità per introdurre i suoi robot umanoidi sul mercato.

La struttura e le potenzialità di Robee

L’elemento chiave per la realizzazione dei nuovi robot umanoidi, “è la cognitività, un concetto duplice, che unisce due aspetti fondamentali, uno astratto e uno concreto: da un lato, queste macchine sono, semplificando, delle app, ma dall’altro interagiscono attivamente nel nostro mondo, in maniera operativa e autonoma. L’unione di questi due aspetti ci ha condotti a sviluppare un progetto che dà a queste nuove macchine la capacità di essere contestualizzate”, spiega Fabio Puglia, presidente e fondatore di Oversonic Robotics.

Robee ne è un esempio. Si tratta di un robot industriale certificato, dotato di autonomia di movimento e intelligenza cognitiva. I suoi ambiti principali di applicazione saranno quello industriale e medicale. In futuro, potranno essere impiegati anche nelle Rsa.

Strutturalmente è alto 1,70 m e ha un peso che oscilla tra 65 e 75kg, a seconda della configurazione di utilizzo. E’ una macchina che replica somaticamente e operativamente la meccanica del corpo umano, con 40 giunti mobili e un set completo di sensori che gli consentono di vedere e navigare autonomamente lo spazio circostante.

E’ dotato di due braccia, una con una mano e l’altra con una pinza attualmente in grado di raccogliere e spostare oggetti fino a 5kg. E’ inoltre in grado di compiere numerosi altri gesti, quali indicare, contare. afferrare degli oggetti.

Riguardo al movimento è supportato da un complesso sistema di videocamere e sensori, che gli consentono di muoversi agevolmente e di condividere in sicurezza spazi affollati. Il sistema di visione, assistito dall’intelligenza artificiale, gli permette di riconoscere e distinguere le persone, assumendo a seconda di chi si trova davanti il comportamento più adeguato. Dinanzi a una persona arrabbiata o tesa infatti, sa adottare un sistema di comunicazione che mitighi le tensioni. Completano le “doti relazionali” di Robee la conoscenza di diverse lingue e la capacità di leggere.

Dal punto di vista dell’orientamento si muove esattamente come un uomo in un bosco: individua gli elementi presenti, raccoglie punti di riferimento, quindi inizia a muoversi.

Robee è alimentato da una batteria che offre un’autonomia di otto ore. E’ in grado di comprendere il suo stato di ricarica e calcolare il tempo di percorrenza per arrivare alla base. “Il suo sistema è gestito da tre potenti computer a bordo, che condividono il carico dei calcoli collaborando anche come sistemi ridondati di sicurezza”, spiega Fabio Puglia.

“Un ecosistema in cloud fornisce le interfacce di controllo e consente di monitorare gli aggiornamenti in tempo reale sul livello di utilizzo di ogni componente, riducendo così drasticamente i fermi macchina e i possibili malfunzionamenti. Una macchina efficiente e interconnessa: più robot possono infatti collaborare tra loro e collaborare per eseguire un compito comune”, aggiunge Puglia.

“Già a partire da questo autunno, Robee verrà sottoposto a tutte le certificazioni del caso, dopo di che sarà un prodotto realmente adattabile alle esigenze del mercato: un prodotto anche personalizzabile, ma da produrre su ampia scala”, concludono i fondatori di Oversonic Robotics, Fabio Puglia e Paolo Denti.

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Immagine di Beatrice Elerdini
Beatrice Elerdini

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