Una rinnovata solidità finanziaria consente alla Città metropolitana di Milano di rafforzare gli investimenti in mobilità sostenibile, edilizia scolastica e infrastrutture digitali, con una visione di sviluppo coordinata con i Comuni del territorio
Equilibri finanziari più solidi e una maggiore capacità di programmazione consentono alla Città metropolitana di Milano di sostenere investimenti strategici per la competitività del territorio. Dario
Veneroni, consigliere delegato al Bilancio, illustra priorità e prospettive di sviluppo tra infrastrutture, innovazione e cooperazione istituzionale.
Il recente bilancio evidenzia una ritrovata solidità finanziaria della Città metropolitana. In che modo questa condizione può tradursi concretamente in una maggiore capacità di investimento e sviluppo per il territorio?
«Il bilancio di previsione 2026-2028 evidenzia un rafforzamento strutturale degli equilibri finanziari, frutto di un percorso pluriennale di risanamento e di una gestione attenta delle risorse pubbliche. Le entrate tributarie mostrano un andamento stabile e superiore ai livelli precedenti alla pandemia, anche grazie al recupero dell’evasione IPT, che ha contribuito ad ampliare la base imponibile e a consolidare la capacità fiscale dell’Ente. Il riconoscimento da parte di Fitch Ratings – con rating BBB+ e outlook stabile e un profilo di credito autonomo pari ad “A” – conferma l’affidabilità del percorso intrapreso e rafforza la credibilità della programmazione economico-finanziaria. Parallelamente, la progressiva riduzione del concorso alla finanza pubblica consente di liberare risorse correnti che possono essere destinate con maggiore continuità alle funzioni fondamentali della Città metropolitana.
Gli avanzi di amministrazione rappresentano un importante strumento di autofinanziamento: nel 2024 le risorse disponibili per spesa corrente e investimenti hanno raggiunto circa 116 milioni di euro, mentre il preconsuntivo 2025 si attesta intorno ai 90 milioni. Tali disponibilità consentono di rafforzare gli interventi di manutenzione delle infrastrutture essenziali del territorio, tra cui la rete viaria provinciale, le piste ciclabili, gli istituti scolastici e gli immobili istituzionali, con stanziamenti previsti per il 2026 pari a 32,8 milioni di euro.
Una quota significativa delle risorse è inoltre destinata al rafforzamento dell’organico, con un piano di circa 100 nuove assunzioni finalizzate all’inserimento di competenze tecniche e specialistiche necessarie per la progettazione di opere pubbliche, lo sviluppo dei servizi digitali e le attività di controllo ambientale. Il potenziamento delle professionalità rappresenta una condizione essenziale per migliorare la qualità della programmazione e la capacità di attuazione degli interventi.
La solidità finanziaria si riflette anche nella possibilità di sostenere una rilevante mole di investimenti senza ricorrere a nuovo debito. Per il 2026 sono previsti investimenti per oltre 500 milioni di euro, finanziati attraverso contributi statali e regionali, risorse PNRR, alienazioni patrimoniali e proventi derivanti da sanzioni per violazioni del codice della strada. Dal 2010 l’Ente ha progressivamente ridotto la propria esposizione debitoria, passando da oltre 800 milioni di euro a circa 369 milioni previsti per il 2028. La stabilità finanziaria consente inoltre una programmazione più efficace degli interventi pluriennali, evitando discontinuità nella realizzazione delle opere e migliorando il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali coinvolti. Una maggiore prevedibilità delle risorse contribuisce a rafforzare la qualità della spesa pubblica e a generare effetti positivi sull’economia locale, favorendo la partecipazione delle imprese e la continuità degli investimenti».
Una quota rilevante delle risorse è destinata a mobilità, infrastrutture e istruzione. Quali sono le priorità strategiche su cui intendete concentrare gli investimenti per sostenere la competitività dell’area metropolitana?
«La programmazione degli investimenti mira a rafforzare i fattori strutturali della competitività territoriale, con particolare attenzione a mobilità sostenibile, edilizia scolastica e infrastrutture digitali, ambiti che incidono direttamente sulla qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese e sulla capacità del territorio di attrarre nuove opportunità di sviluppo.
Un ruolo centrale è affidato alla mobilità sostenibile ed alla viabilità, che assorbono quasi il 55% delle spese in conto capitale (281,3 milioni di euro), con interventi che includono la transizione ecologica delle flotte, la digitalizzazione dei sistemi di gestione e una maggiore integrazione dei servizi attraverso le nuove modalità di programmazione dell’Agenzia di trasporto pubblico locale. L’obiettivo è garantire un sistema di mobilità più efficiente, accessibile e sostenibile, migliorando la connessione tra i centri urbani e riducendo i tempi di spostamento per lavoratori e studenti. Un secondo ambito strategico riguarda l’istruzione e il diritto allo studio, con oltre 105 milioni di euro destinati alla riqualificazione degli edifici scolastici, alla messa in sicurezza e all’efficientamento energetico. Investire nella qualità degli ambienti di apprendimento significa contribuire allo sviluppo delle competenze e rafforzare il capitale umano, elemento determinante per la competitività del territorio. Tra i progetti più rilevanti si inserisce il Campus metropolitano Smart, una rete in fibra ottica che collega enti pubblici, scuole, strutture sanitarie e centri di ricerca, favorendo la condivisione di dati e servizi digitali avanzati. Questa infrastruttura rappresenta un fattore abilitante per l’innovazione amministrativa e per lo sviluppo di nuovi servizi digitali a beneficio di cittadini e imprese.
Infine, tra le misure più simboliche vale la pena ricordare il Piano Metropolitano di Ripresa e Resilienza (PMRR), attraverso il quale l’Ente ha inteso coinvolgere i comuni del territorio nella realizzazione del Piano strategico metropolitano. Le azioni, per le quali è stato stanziato un budget di 39 milioni di euro, includono interventi di rigenerazione urbana e di mobilità ciclabile, soluzioni ambientali sostenibili per ridurre l’impatto degli eventi climatici (cosiddette nature-based solutions- Progetto “Spugna”), progetti di digitalizzazione, interventi di inclusione sociale. Queste iniziative rafforzano il ruolo della Città metropolitana nel sostenere la progettualità dei Comuni del territorio, in un quadro di condivisione delle priorità».
Il Piano metropolitano di ripresa e resilienza coinvolge direttamente i Comuni. Quanto è centrale oggi il coordinamento tra livelli amministrativi per costruire progettualità efficaci e durature?
«Il coordinamento con i Comuni consente di affrontare in modo più efficace sfide che superano i confini amministrativi tradizionali. In territori caratterizzati da una forte articolazione amministrativa, la collaborazione tra enti rappresenta un elemento essenziale per garantire coerenza agli interventi e maggiore efficacia delle politiche pubbliche.
La cooperazione istituzionale consente inoltre di valorizzare le specificità locali, promuovendo una visione condivisa dello sviluppo e rafforzando la capacità del sistema metropolitano di rispondere alle trasformazioni economiche, sociali e ambientali con strumenti coordinati e complementari».
Guardando al medio periodo, il tema delle risorse post-PNRR rappresenta una sfida cruciale. Quali soluzioni immaginate per garantire continuità agli investimenti e sostenere lo sviluppo del territorio anche in uno scenario di minori risorse straordinarie?
«Il PNRR ha rappresentato un’opportunità significativa per accelerare programmi di investimento in ambiti strategici quali mobilità ciclabile, rigenerazione urbana, edilizia scolastica, forestazione e digitalizzazione dei servizi pubblici, attivando oltre 240 interventi per un valore superiore a 500 milioni di euro. Si tratta di un programma rilevante che ha rafforzato la capacità progettuale dell’Ente e dei Comuni del territorio.

Molti interventi sono ormai in fase avanzata di realizzazione, ma resta centrale il tema della continuità degli investimenti, in particolare per l’edilizia scolastica, per la quale il fabbisogno stimato supera i 600 milioni di euro tra interventi di sicurezza, efficientamento energetico e ampliamento degli spazi didattici.
Nel breve periodo sarà possibile fare leva sulla capacità di autofinanziamento generata dagli avanzi di gestione e dalle entrate proprie, oltre che su risorse regionali e statali. Il piano delle opere pubbliche 2026-2028 prevede investimenti per oltre 100 milioni di euro, con ulteriori integrazioni previste in sede di assestamento di bilancio. In questa prospettiva assume particolare rilevanza la capacità di consolidare modelli di programmazione integrata, in grado di mettere a sistema risorse pubbliche e competenze tecniche, valorizzando le sinergie tra istituzioni e territorio. La continuità degli investimenti rappresenta infatti un elemento essenziale per garantire stabilità ai programmi di sviluppo e sostenere la competitività dell’area metropolitana nel lungo periodo.
La significativa riduzione del debito realizzata negli ultimi anni apre inoltre la possibilità di valutare, nel medio termine, un eventuale ricorso a capitale di terzi per sostenere nuovi programmi di investimento, mantenendo un approccio prudente e coerente con gli equilibri di bilancio. L’obiettivo è consolidare una capacità di programmazione stabile e credibile, in grado di accompagnare i processi di trasformazione economica anche oltre la fase straordinaria del PNRR».




