Intercos e il beauty di domani come nascono i trend globali

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Dai comportamenti delle nuove generazioni digitali alla velocità del mercato beauty asiatico, Intercos lavora sull’anticipazione dei trend

Arabella Ferrari, Chief Group Innovation Officer ci racconta come si intercettano oggi i segnali che nascono sui social (e non solo) e diventano domani i nuovi codici del beauty globale.

 Fondata in Italia oltre cinquant’anni fa, Intercos è oggi uno dei principali gruppi globali nella creazione e produzione di cosmetici per i più importanti brand internazionali. Con una presenza industriale e di ricerca diffusa in Europa, Asia e America, Intercos ha fatto dell’innovazione, della capacità industriale e dell’ascolto dei mercati il proprio vantaggio competitivo.

Le nuove generazioni stanno cambiando il modo di intendere il mondo beauty. Qual è il cambiamento più rilevante oggi nei comportamenti dei consumatori e che orienta la vostra innovazione per il 2026?

«Oggi il beauty è un linguaggio globale, immediato e continuo. Le nuove generazioni vivono prodotti, rituali e trend senza confini geografici, grazie al digitale e ai social, e questo ha cambiato le aspettative. Il consumatore non cerca più solo un prodotto, ma un’esperienza: texture nuove, sensorialità, routine più articolate, ispirazioni che arrivano da culture diverse e poi reinterpretate localmente.

Per Intercos l’innovazione resta il motore di tutto: lo è stata negli ultimi 54 anni e continua a esserlo oggi. Lo vediamo nell’evoluzione del make-up verso formule più leggere, idratanti e multifunzionali, o nell’integrazione tra

skincare, protezione solare e trucco. Innovare significa ascoltare e tradurre questi segnali in soluzioni tailor made per brand e consumatori».

Alla vigilia di Cosmoprof, cosa rappresenta per voi questo appuntamento e che opportunità vi permette di cogliere?

Arabella Ferrari

«Cosmoprof per noi è un momento non solo simbolico, ma anche operativo. È il punto in cui molte conversazioni iniziate mesi prima prendono forma: inizia già nella nostra sede di Agrate, dove accogliamo clienti e partner internazionali per condividere progetti, visioni e percorsi di innovazione. È un momento di sintesi: facciamo il punto su ciò che abbiamo sviluppato e raccogliamo segnali concreti su dove si sta muovendo il mercato. Cosmoprof è ascolto attivo, ci confrontiamo direttamente con i brand, intercettiamo nuovi bisogni e trasformiamo quel dialogo in progetti reali. È qui che spesso nascono le idee che diventano prodotti».

Intercos è un gruppo globale con radici italiane. Dove l’approccio italiano all’innovazione cosmetica è un vantaggio competitivo e dove c’è da recuperare terreno rispetto ad altri paesi?

«L’Italia resta un vantaggio competitivo enorme per creatività, sensibilità estetica e attenzione al dettaglio. Nel make-up, il colore e la qualità della formula sono il nostro DNA. Allo stesso tempo, confrontarsi con mercati come l’Asia significa misurarsi con una velocità altissima. È per questo che

abbiamo investito così tanto in una presenza diretta nella regione, con centri di ricerca, team locali e stabilimenti produttivi. Non parlerei di recuperare terreno, ma di integrazione: l’Italia è il cuore creativo, mentre il dialogo con mercati come Cina, Corea o India ci spinge a velocità, flessibilità e orientamento al consumatore».

Cina e Asia sono mercati chiave per Intercos. Che cosa vi stanno insegnando in velocità, innovazione e time to market?

«L’Asia ci sta insegnando che oggi la vera sfida è anticipare. In mercati come Cina e Corea del Sud i trend nascono, si affermano e cambiano in tempi estremamente rapidi. Non parliamo più solo di mercati di consumo, ma di veri laboratori di innovazione per il beauty globale.

Qui c’è consumatore molto esigente, si aspetta novità continue e questo ci obbliga a ripensare il time to market. La nostra presenza industriale e di R&D nella regione ci consente di intercettare questi trend nelle fasi iniziali e trasformarli in soluzioni concrete per i brand. Non a caso l’Asia è oggi l’area più performante del Gruppo e le lezioni che arrivano da questi mercati vanno ben oltre il perimetro locale: molte delle tecnologie e dei concept sviluppati lì diventano poi rilevanti su scala internazionale».

Guardando al suo ruolo oggi, cosa è cambiato nel suo modo di prendere decisioni rispetto a qualche anno fa?

«È cambiato il punto di osservazione, oggi prendere decisioni significa guardare costantemente oltre il presente. I dati, il digitale e i social offrono una fotografia immediata di ciò che sta accadendo, ma quando un trend diventa visibile sui social o nelle ricerche di mercato, spesso è già troppo tardi.

Il nostro lavoro è intercettare ciò che ancora non è evidente e questo approccio richiede di prendere decisioni anche senza avere tutte le certezze, investendo su progetti che il mercato non sta ancora chiedendo. La domanda che guida ogni nostra scelta resta sempre la stessa: what’s next?»

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Immagine di Guenda Novena
Guenda Novena
Guenda Novena è presentatrice e intervistatrice di eventi business e corporate. Scrive per Italia Economy, dove intervista amministratori delegati e imprenditori per raccontarne le storie, comprendere come prendono decisioni e come stanno guidando nei rispettivi settori.

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