Jet HR: il sistema operativo che libera le aziende dalla burocrazia

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 Nata per semplificare la gestione del personale in uno dei paesi dal contesto normativo più complesso d’Europa, Jet HR punta a diventare il “sistema operativo” delle aziende italiane. Marco Ogliengo, CEO e co-founder, racconta l’intuizione iniziale, la crescita record e le ambizioni per i prossimi anni

Fondata da Marco Ogliengo e Francesco Scalambrino, Jet HR è una tech company che ha l’obiettivo di ridisegnare la gestione del personale eliminando la complessità burocratica del fare impresa. Attraverso un’unica piattaforma proprietaria, automatizza l’intero processo di payroll – elaborazione, emissione e archiviazione delle buste paga – e consente di assumere, gestire timbrature e organizzare numerose attività HR. In soli due anni ha raccolto 41,7 milioni di euro da fondi italiani e internazionali, conta oggi oltre 250 persone e ha avviato a inizio 2026 una campagna per assumere altre 100 risorse. I clienti sono già 1.200, tra PMI, startup, grandi aziende e società quotate. Nel 2026 rilascerà 14 nuove funzionalità per diventare un vero e proprio “sistema operativo” per le imprese.

Quando è nata davvero l’idea di Jet HR?

«L’intuizione è arrivata in un momento molto particolare della mia vita. Dopo l’exit da ProntoPro mi sono preso del tempo per fare il papà a tempo pieno, mentre mia moglie era impegnata nel lancio della sua nuova impresa. In quei mesi ho iniziato a ragionare su nuove idee in modo più strutturato rispetto al passato. Sapevo di voler lavorare nel B2B, un mercato meno volatile del B2C, e di volerlo fare insieme a Francesco Scalambrino. Ripensando alle difficoltà che avevo vissuto nella gestione di assunzioni e contratti per far crescere rapidamente la mia precedente azienda – difficoltà che mi erano costate molto – e unendo l’esperienza internazionale di Francesco nello sviluppo prodotto in ambito payroll, la direzione è diventata chiara. La conferma è arrivata nel pre-seed: abbiamo raccolto 4,7 milioni, un round record per l’epoca».

Qual è stato il problema più evidente che ha visto nelle aziende?

Francesco Scalambrino e Marco Ogliengo

«Il labirinto burocratico. In Italia esistono oltre 900 tipologie di Contratto collettivo nazionale di lavoro. Già scegliere quello giusto è complesso. Poi scopri che assumendo un apprendista potresti risparmiare 8.000 euro l’anno, ma devi capire obblighi formativi, vincoli, comunicazioni.

Arrivano le buste paga, i contributi, gli F24, le comunicazioni obbligatorie, con il timore costante di sbagliare e ricevere sanzioni. Il risultato è che tempo ed energia degli imprenditori vengono assorbiti dalla burocrazia invece che investiti nella crescita. Noi abbiamo costruito Jet HR per togliere questo peso».

Quanto la complessità italiana ha inciso nella nascita del progetto?

«Paradossalmente è stata il nostro più grande alleato. È proprio l’estrema complessità normativa che rende necessario un sistema come il nostro. Per questo abbiamo scelto di concentrarci esclusivamente sull’Italia: semplificare un contesto così articolato è esattamente la nostra missione».

“Novanta secondi al mese” per pagare gli stipendi: cosa cambia davvero?

«Nelle PMI italiane la gestione del personale ricade spesso sull’amministratore delegato o su manager chiave. Ridurre drasticamente il tempo dedicato al payroll significa liberare spazio mentale e operativo.

Non è solo automazione: è trasformazione del modo di lavorare. I nostri clienti ci dicono che finalmente possono concentrarsi su prodotto, clienti, relazioni. Un’azienda che libera risorse dalla burocrazia può investirle in innovazione e competitività».

L’ingresso di investitori internazionali come Base10 cosa ha cambiato?

«Ha accelerato la crescita. Oggi siamo 250 persone e nel 2026 assumeremo altre 100 risorse. Nei primi 24 mesi abbiamo semplificato il payroll con indici di soddisfazione best-in-class e lanciato quattro nuovi moduli: Salute e Sicurezza, Professionisti Esterni, Turni e Timbrature.

Abbiamo anche sviluppato Jet Studio, pensato per aumentare la produttività dei Consulenti del Lavoro. Il capitale e la visione internazionale ci hanno permesso di ampliare più rapidamente il perimetro di intervento».

Quanto è stato importante il confronto con imprenditori e investitori?

«Il confronto è continuo. Una scelta che considero vincente è aver puntato fin dall’inizio su profili senior, senza aspettare di sentirci “abbastanza grandi” per permetterceli. È un investimento che accelera maturità e qualità dell’esecuzione».

Qual è il prossimo salto?

«Nei prossimi due o tre anni vogliamo eseguire bene il piano di sviluppo prodotto e rilasciare sempre più servizi. Se guardo oltre, il sogno è diventare qualcosa di cui le aziende sentano il bisogno fin dalla nascita, come il notaio per la costituzione. Per noi questo significa diventare davvero il sistema operativo delle imprese».

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Immagine di Gioia Novena
Gioia Novena
Gioia Novena è presentatrice e intervistatrice di eventi business e corporate. Scrive per Italia Economy, dove intervista amministratori delegati e imprenditori per raccontarne le storie, comprendere come prendono decisioni e come stanno guidando nei rispettivi settori.

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