Sostenibilità in Lombardia: il primato dell’innovazione e le nuove sfide
La Lombardia guida l’economia verde italiana con eco-investimenti, innovazione e forti performance industriali, ma resta penalizzata da criticità ambientali, soprattutto qualità dell’aria e rinnovabili. Sul fronte sociale mantiene livelli di benessere elevati, mentre il Protocollo regionale punta a una transizione sostenibile più partecipata e incisiva
La regione è motore della transizione ecologica a livello nazionale e punto di riferimento per l’innovazione “verde”. Lo conferma il Rapporto GreenItaly 2025 realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne.
I numeri parlano chiaro: la Lombardia è la prima regione italiana per numero di imprese – oltre 102mila – che effettuano eco-investimenti in prodotti e tecnologie green (come efficienza energetica, fonti rinnovabili, economia circolare, ecc.).
Questa cifra la pone al primo posto per valore assoluto di imprese eco-investitrici, anche se a livello provinciale viene superata da Roma per numero di aziende.
Il Nord-Ovest, di cui la Lombardia è il motore principale, si conferma l’area più attiva per i green jobs (profili professionali legati alla sostenibilità), con il 32,8% del totale dei green jobs italiani. La Regione è al primo posto anche per le domande di brevetto legate alle tecnologie ambientali e per numero di start-up innovative, che rappresentano il 26,75% del totale nazionale. Secondo la piattaforma CIRO (Climate Indicators for Italian RegiOns), realizzata da Italy for Climate – il centro studi della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, l’industria lombarda registra ottime prestazioni in termini di emissioni di gas serra e consumi energetici in rapporto al valore aggiunto prodotto, collocandosi al secondo posto in Italia dopo le Marche.
Sostenibilità ambientale e criticità
Nonostante l’eccellenza economica, il dominio ambientale rimane il principale punto di debolezza della Lombardia, specialmente per l’inquinamento atmosferico.
L’ambiente, infatti, è identificato come il punto di debolezza nel quadro del Benessere Equo e Sostenibile (BesT Istat 2024), con il 50% dei risultati nelle classi di benessere relative più basse. I livelli di particolato (PM10 e PM2,5) e di biossido di azoto (NO2) rimangono elevati, con le concentrazioni scese meno che in altre regioni di riferimento. Dati da migliorare anche quelli relativi ai consumi energetici e alle rinnovabili. Nel 2023, la quota dei consumi complessivi di energia coperta da fonti rinnovabili si attesta attorno al 14,1% (dato GSE), un valore che necessita di un forte incremento per raggiungere gli obiettivi 2030 del Programma Regionale Energia Ambiente e Clima (Preac), che punta a una riduzione del 35% dei consumi e al raddoppio delle rinnovabili.
Più confortante sapere che la Lombardia è la seconda regione in Italia per potenza installata da fotovoltaico (circa il 16,1% della potenza nazionale).
Sostenibilità Sociale (BesT Istat 2024)
Secondo il rapporto Istat 2024 sul Benessere equo e sostenibile (Bes), la Lombardia presenta, in generale, livelli di benessere relativo elevati, superando la media nazionale.
Si registra anche una minore mortalità evitabile (17,2 decessi per 10 mila abitanti tra 0 e 74 anni nel 2021) rispetto alla media nazionale (19,2). Il rischio povertà è basso in confronto al resto d’Italia, tuttavia, l’incidenza della povertà assoluta nel Nord-Ovest (Lombardia inclusa) è in aumento, passando dal 7,2% al 8% tra le famiglie (2022-2023).
In sintesi, la Lombardia bilancia un’economia “green” altamente innovativa e competitiva con la necessità di affrontare con maggiore urgenza le sfide ambientali storiche, in particolare l’inquinamento atmosferico e la crescita della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili.
Il Protocollo Lombardo per lo Sviluppo Sostenibile
In Lombardia la Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile è concepita come un processo partecipato. Oltre 60 organizzazioni (pubbliche, private, Terzo Settore) hanno aderito al
Protocollo Lombardo per lo Sviluppo Sostenibile, impegnandosi a coinvolgere il territorio nel raggiungimento degli obiettivi attraverso un impegno condiviso che pone il principio della sostenibilità nelle sue tre dimensioni (economica, sociale e ambientale) al più alto livello decisionale.
Il Forum Regionale per lo Sviluppo Sostenibile, con cadenza annuale (come l’edizione 2025 dedicata alla “Transizione climatica”), è l’occasione per rendicontare le attività svolte e raccogliere nuove indicazioni di policy dagli attori territoriali.
L’obiettivo primario del Protocollo è fare della Lombardia una delle regioni leader in Europa nell’attuazione delle politiche per la sostenibilità. Per raggiungere questo, i soggetti sottoscrittori si impegnano nell’attuazione di tre azioni: introdurre il principio dello sviluppo sostenibile nei propri processi decisionali interni e assicurare una comunicazione coerente; proporre percorsi di coinvolgimento, sensibilizzazione e attuazione degli obiettivi del Programma Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (PRSS)
rivolti ai propri associati, dipendenti o soggetti di riferimento; prendere parte alle consultazioni di Regione Lombardia per una programmazione partecipata e formulare proposte per le politiche regionali.
Il Protocollo è stato avviato nella sua prima edizione nel 2019 ed è stato rinnovato per la XII Legislatura regionale (2023-2027).




