L’imprenditore del futuro, da owner a stratega

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L’imprenditore del futuro, da owner a stratega: il passaggio generazionale ridisegna le imprese familiari

“L’imprenditore del futuro dovrà essere sempre più azionista coinvolgendo nella gestione manager qualificati”. All’Assemblea Pubblica di ALSEA, il Presidente Vavassori riflette sul futuro. La logistica rappresenta quasi il 9% del PIL nazionale e occupa circa 1,2 milioni di persone; in Lombardia 600 aziende (associate ALSEA) generano 20 miliardi di euro di fatturato e danno lavoro ad oltre 46.000 addetti.

Il futuro delle imprese familiari si gioca anche sul passaggio del testimone tra generazioni, inteso come capacità di governare il cambiamento, aprirsi a nuove competenze e ripensare la leadership. È questo il messaggio emerso dall’Assemblea Pubblica 2026 di ALSEA – Associazione Lombarda Spedizionieri e Autotrasportatori – che ha trasformato un appuntamento istituzionale in un momento di confronto culturale e strategico sul futuro dell’impresa italiana.

Al centro della mattinata del 30 giugno, in una sala gremita dell’NH Collection Milano CityLife, il tema “Guidare la transizione, creare il futuro. Responsabilità, eredità e visione nel passaggio generazionale”, affrontato attraverso il contributo di storici, giornalisti, imprenditori, professionisti ed esperti.

Ad aprire i lavori è stata Anna Maria De Giuli, Direttore di ALSEA, che ha ricordato il valore economico e sociale di un comparto essenziale per il Paese: la logistica rappresenta circa il 9% del PIL nazionale e occupa circa 1,2 milioni di persone; in Lombardia ALSEA riunisce circa 600 aziende che generano complessivamente 20 miliardi di euro di fatturato e contano oltre 46.000 addetti.

Il dialogo tra il Presidente di ALSEA Pietro Vavassori e il giornalista e storico Paolo Mieli ha portato la riflessione sul significato profondo della successione, letta attraverso la storia. “La transizione è tutto: è inutile costruire un patrimonio se non si sa come metterlo al passo con il futuro”, ha osservato Mieli, ricordando come il tema della successione attraversi la storia dell’umanità, dall’antica Roma fino alle grandi imprese contemporanee.

Uno spunto molto attuale. Il Presidente Pietro Vavassori ha evidenziato come il passaggio generazionale rappresenti oggi una delle fasi più delicate per le imprese familiari: “Il passaggio generazionale non significa soltanto individuare chi guiderà l’azienda, ma capire in quale momento storico l’impresa si trovi e quali strumenti servano per garantirne il futuro.” Le aziende devono governare la possibile modifica degli assetti proprietari connessi alla globalizzazione e alle grandi operazioni finanziarie, anche riflettendo per tempo sugli asset di successione.

Secondo il Presidente di ALSEA, il cambiamento tecnologico, l’intelligenza artificiale, le trasformazioni dei mercati e la crescente necessità di investimenti stanno condizionando profondamente le scelte imprenditoriali: “L’imprenditore di domani dovrà essere sempre più azionista capace di definire strategia, visione e indirizzo, affidando la gestione operativa a manager qualificati. È un’evoluzione che richiede coraggio, ma che risulta indispensabile per garantire continuità alle imprese familiari.”

Il giornalista e scrittore Beppe Severgnini ha approfondito il rapporto tra generazioni dal punto di vista culturale e umano, sottolineando la necessità di costruire un dialogo autentico tra esperienza e innovazione. “Non bisogna scegliere tra tradizione e cambiamento, ma metterli in dialogo”, ha ricordato Severgnini, invitando le generazioni più mature ad ascoltare maggiormente, lasciare spazio ai giovani e considerare l’errore, “il Signor errore” (citando Montessori), come parte del processo di crescita. “Esperienza ed entusiasmo devono convivere: sono alleati, non avversari.”

Un quadro confermato dai numeri presentati da Silvia Rimoldi, Partner e Head of Private Enterprise di KPMG. Le imprese familiari rappresentano oltre il 70% del tessuto produttivo mondiale e più dell’80% di quello italiano e costituiscono il 61% delle aziende associate ALSEA. Eppure, proprio il passaggio generazionale continua a essere il principale fattore critico: se il 31% delle imprese ne riconosce l’importanza strategica, soltanto il 20% lo considera un’urgenza immediata. Prima della successione, le priorità sembrano essere la governance dell’intelligenza artificiale, la trasformazione digitale, la sicurezza informatica, l’attrazione dei talenti e la definizione di nuovi modelli di leadership.

“Le imprese familiari che prospereranno nei prossimi anni – ha spiegato Rimoldi non saranno necessariamente le più grandi o le più tecnologiche, ma quelle capaci di professionalizzare la governance con la stessa sensibilità con cui adotteranno l’intelligenza artificiale e accompagneranno la transizione della leadership.”

Una prospettiva confermata dalla necessità di preparare con largo anticipo i percorsi di managerializzazione, affinché il rapporto tra proprietà e management possa svilupparsi senza conflitti e garantire la continuità aziendale, come emerso dalla tavola rotonda dedicata agli aspetti giuslavoristici e fiscali della successione d’impresa, con al tavolo i professionisti ed esperti del settore Carlo Fossati, Alessandra Leo e Matteo Migazzi.

L’Assemblea si è chiusa con un workshop dedicato alle nuove generazioni di imprenditori associati: Barbara Bertani, psicologa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha tenuto un momento di confronto “intimo” su aspettative, responsabilità e difficoltà che accompagnano il ricambio generazionale costruendo con i Giovani di ALSEA un vero proprio “sportello” di ascolto.

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La Redazione

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