Miller Group, i dati al centro del cambiamento

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Rivelatasi vincente nell’agrifood, la traccia di un modello replicabile per molte PMI parte dall’analisi dei dati, un patrimonio delle aziende che – grazie alle nuove tecnologie – riesce a generare un percorso di ripresa, tra successo e innovazione. Ne abbiamo parlato con Paul Renda, ceo di Miller Group

Secondo l’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano, le tecnologie nell’agricoltura 4.0 generano, in Italia, un giro d’affari che ormai supera i 2 miliardi di euro. Si tratta di un risultato sorprendente, specie se si considera che fino a qualche anno fa, l’agricoltura sembrava un settore destinato ad un inesorabile declino. Grazie alle tecnologie e all’innovazione, tuttavia, questo settore sta recuperando terreno alimentato da investimenti e tecnologia.

Ottimizzare, mettendo processi e dati al centro del cambiamento è stata la chiave di volta. In questo come in altri settori. Questa lettura è frutto dell’esperienza di Miller Group, società di consulenza che si sta distinguendo sul panorama nazionale per la rapida crescita e l’innovativo approccio al cambiamento.

«Le imprese – tra cui, per restare sul tema, molte realtà agricole – hanno ormai compreso che, nel mercato odierno, la creazione di un solido vantaggio competitivo passa necessariamente attraverso l’innovazione e l’acquisizione di nuove conoscenze. Il lavoro che svolgiamo quotidianamente all’interno di centinaia di imprese ci ha portato a sviluppare un programma di accelerazione e consolidamento per PMI suddiviso in tre fasi, che permette di migliorare le proprie performance e rafforzare il livello di competitività: la prima fase consiste nell’analisi della situazione AS-IS e su un’attenta focalizzazione al recupero di efficienza e redditività. Ciò avviene attraverso l’implementazione di nuove tecnologie in grado di migliorare e integrare i processi.

Nella seconda fase – spiega Renda, ceo di Miller Group (sito web) – è fondamentale verificare con oggettività e dati concreti quali sono le criticità e i punti di forza del proprio modello di business, in modo da pianificare una strategia in grado di generare informazioni attraverso la valorizzazione di dati e l’estrazione di know how atto ad anticipare esigenze e i bisogni latenti. È proprio in questa fase che risulta fondamentale impostare un percorso capace di generare nuovo sapere grazie alla trasformazione dei dati grezzi in informazioni significative e utilizzabili per prendere decisioni informate e migliori. L’analisi dei dati implica l’esame di grandi quantità di dati per identificare modelli, tendenze e correlazioni che possono aiutare a comprendere meglio i clienti, i prodotti e il mercato.

In questa dinamica, la valorizzazione dei dati è importante perché consente alle aziende di prendere decisioni migliori. Ad esempio, i dati sui clienti possono essere utilizzati per migliorare l’esperienza del cliente e aumentarne fedeltà. I dati sui prodotti possono essere utilizzati per migliorare il design e le funzionalità del prodotto. I dati sulle operazioni aziendali possono essere utilizzati per ottimizzare i processi e ridurre i costi.

Durante la terza fase l’attenzione viene focalizzata sullo sviluppo di una cultura aziendale aperta all’innovazione e alla collaborazione: un approccio in grado di alimentare una migliore sensibilità rispetto l’apertura al cambiamento e a percorsi di crescita data driven. Un processo olistico in grado di guidare il cambiamento e affrontare le sfide tecnologiche dei prossimi anni. Attraverso questa dinamica, la valorizzazione dei dati può portare all’apertura di nuovi scenari e nuove opportunità di business. Ad esempio, i dati sulle abitudini di acquisto dei clienti possono essere utilizzati per sviluppare nuovi prodotti o servizi che soddisfano le esigenze dei clienti.

Si tratta di un percorso scandito da diversi momenti che, se correttamente gestiti, abilitano le PMI a compiere percorsi di sviluppo capaci di guidare il cambiamento in modo armonioso e consapevole.

L’esperienza sul campo – continua Renda – ci dice che con questo approccio, la piccola-media impresa è stimolata a intraprendere con maggior determinazione e coscienza ambiziosi percorsi di sviluppo. Abbiamo implementato questo modello nell’agrifood, ma anche nel tessile, nella meccatronica e in tanti altri settori. Si tratta di un modello graduale che permette all’imprenditore di vivere il cambiamento in modo lineare e ordinato. Un innesco che può avviare un circolo virtuoso su cui costruire il futuro delle imprese».

 

 

Leggi altre notizie: Lombardia Economy – Opportunità di Business

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Immagine di Antonella Tereo
Antonella Tereo
Giornalista specializzata in attualità, turismo e lifestyle, ha collaborato con testate online ed offline del Gruppo Condé Nast e di Mondadori. Ideatrice e direttrice di riviste specializzate b2b come Luxury Hotel Manager, coordina oggi la ru brica Travel su POSH, rivista bimestrale per il segmento lusso di Unique Media. Per Italia Economy, si occupa di attualità locale lombarda e non solo.

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