Tra recupero di dimore storiche, rigenerazione dei territori e ospitalità d’eccellenza, Ludovica Rocchi racconta la visione di R Collection Hotels tra Lago di Como, Milano e nuove sfide. Ne parliamo con Ludovica Rocchi, Owner e Brand Ambassador R Collection Hotels
R Collection Hotels è presente in Lombardia con strutture di grande valore storico e identitario. Quanto conta oggi, nell’ospitalità di fascia alta, recuperare e valorizzare edifici e luoghi storici?
«Oggi il lusso non si misura soltanto nella qualità dei servizi, ma nella capacità di offrire esperienze autentiche e profondamente legate ai luoghi. Recuperare e valorizzare edifici storici significa preservare un patrimonio che racconta l’identità di una destinazione e renderlo nuovamente rilevante per chi lo vive.
Per noi, ogni progetto nasce da una scelta molto precisa: non cerchiamo semplicemente immobili da trasformare in hotel, ma luoghi con una storia e un legame profondo con il territorio. Essendo una realtà familiare, ogni apertura è il risultato di una visione di lungo periodo e della volontà di custodire e valorizzare luoghi affini ai nostri valori.

A volte si tratta di destinazioni iconiche; altre volte scegliamo luoghi meno conosciuti, ma con un grande potenziale da esprimere. È il caso di Bianca Relais, sul Lago di Annone, nato dalla volontà di valorizzare un contesto di straordinaria bellezza naturale fuori dai tradizionali circuiti del turismo internazionale».
La riqualificazione di una struttura storica non riguarda solo il restauro architettonico, ma anche la capacità di restituire valore al contesto in cui si inserisce. In che modo un progetto alberghiero può contribuire alla rigenerazione di un territorio?
«Un progetto alberghiero crea valore quando riesce a generare benefici che si estendono oltre i propri confini. La riqualificazione di un edificio è soltanto il punto di partenza; il vero obiettivo è contribuire alla vitalità economica, sociale e culturale del territorio.
Per noi questo significa assumersi una responsabilità concreta nei confronti dei luoghi che scegliamo di valorizzare. Un esempio significativo è Villa Cipressi e il suo Giardino Botanico, un patrimonio pubblico che appartiene al Comune di Varenna e ai suoi cittadini. Gestire uno dei luoghi più iconici del Lago di Como significa trovare un equilibrio costante tra valorizzazione turistica e accessibilità. Per questo abbiamo scelto di limitare gli eventi privati che comportano la chiusura del giardino e, nel 2025, di mantenerlo aperto anche durante l’inverno trasformandolo in un Christmas Garden gratuito per i residenti.
Villa Cipressi si inserisce in una presenza più ampia nella destinazione, che comprende anche l’Hotel Royal Victoria e Casa du Lac, boutique hotel acquisito e completamente ristrutturato nel 2025. Lo stesso approccio si riflette nella ristorazione, dove convivono proposte diverse, dal fine dining di Visteria alle formule più informali, aperte anche alla clientela esterna. Esperienze differenti, accomunate dalla stessa attenzione alla qualità e dalla volontà di creare luoghi vivi e integrati nel tessuto locale».
Il turismo culturale cerca sempre più esperienze autentiche, capaci di unire bellezza, memoria, paesaggio e accoglienza. Come si costruisce un’offerta che valorizzi l’identità lombarda senza trasformarla in elemento scenografico?
«In una destinazione come il Lago di Como, conosciuta e amata in tutto il mondo, la sfida non è mettere in scena un luogo, ma continuare a renderlo rilevante e desiderabile nel tempo. Quando l’identità di un territorio viene ridotta a una semplice scenografia, perde gran parte del suo valore.
È la filosofia che ha guidato il percorso del Grand Hotel Victoria Concept & Spa e del Victoria Beach, due luoghi profondamente radicati nella storia del territorio che abbiamo reinterpretato attraverso un concetto di ospitalità contemporanea. Non per inseguire le tendenze, ma per mantenere questi luoghi vivi e in sintonia con l’evoluzione del viaggio contemporaneo. Crediamo che la vera autenticità risieda proprio nella capacità di custodire l’identità di un luogo permettendogli, al tempo stesso, di evolvere».
Tra Lago di Como e Milano convivono due modelli molto diversi di attrattività: da un lato il fascino storico-paesaggistico, dall’altro la dimensione internazionale, culturale e business della città. Come si può lavorare su un’ospitalità capace di interpretare queste differenze e, allo stesso tempo, rafforzare l’immagine complessiva della Lombardia come destinazione di alto livello?
«La Lombardia ha il privilegio di offrire esperienze profondamente diverse e complementari. La sfida per chi opera nell’ospitalità è interpretare queste differenze mantenendo una visione coerente.
Anche a Milano, il nostro approccio si sviluppa attraverso proposte complementari. Da un lato, strutture rivolte alla clientela business e congressuale, come il CityLife Hotel Poliziano; dall’altro, l’Hotel Mentana, nel cuore della città, che conserva il fascino discreto dei palazzi signorili del centro storico. A queste realtà si aggiunge il nostro imminente debutto nel segmento dei serviced apartments, una formula che risponde all’evoluzione delle esigenze della clientela internazionale, sempre più orientata verso soggiorni flessibili che combinano autonomia, spazio e servizi alberghieri.
Anche le nuove aperture in programma a Como nel 2027 riflettono questa filosofia: progetti molto diversi tra loro, da un palazzo liberty a un edificio brutalista, accomunati dalla volontà di valorizzarne il carattere e reinterpretarlo in chiave contemporanea.
È proprio questa capacità di coniugare memoria e innovazione, tradizione e nuove esigenze del viaggiatore internazionale che può contribuire a rafforzare l’immagine della Lombardia come una destinazione sofisticata e dinamica, accomunata da una stessa cultura dell’accoglienza e da elevati standard qualitativi».




