Come si innova la manifattura bergamasca nel panorama europeo? Si rendono protagoniste le imprese
Gli ultimi dati consolidati sui brevetti europei collocano Bergamo al terzo posto in Lombardia. Il 95% delle domande è riconducibile alle imprese e quasi la metà riguarda tecnologie meccaniche e trasporti
Gli ultimi dati consolidati disponibili sulla brevettazione europea restituiscono il profilo di una provincia nella quale l’innovazione è fortemente legata alle imprese e riflette la specializzazione industriale del sistema produttivo. Nel 2023 sono state pubblicate 138 domande di brevetto europeo riconducibili a richiedenti della provincia di Bergamo. Il dato rappresenta oltre il 9,2% del totale lombardo, pari a 1.494 domande, e colloca Bergamo al terzo posto tra le province della regione, dopo Milano, con 698 domande, e Brescia, con 162.
I dati, elaborati da Unioncamere sulla base delle informazioni dell’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO), si riferiscono all’ultima annualità consolidata disponibile e consentono di analizzare non soltanto il numero delle domande, ma anche i soggetti che brevettano e gli ambiti tecnologici nei quali si concentra l’attività innovativa.
Nel periodo compreso tra il 2008 e il 2023, la serie relativa alla provincia di Bergamo conta complessivamente 1.931 domande di brevetto europeo, con un massimo di 143 nel 2021 e un minimo di 82 nel 2015.
Tecnologie meccaniche e manifatturiere al centro dell’innovazione
La distribuzione delle domande per settore tecnologico conferma il forte legame tra attività brevettuale e specializzazione manifatturiera del territorio. Secondo la classificazione WIPO, 65 delle 138 domande bergamasche, pari al 47,1%, riguardano le tecnologie meccaniche e dei trasporti. Seguono le tecnologie chimiche e farmaceutiche, con 24 domande.
Una presenza significativa emerge anche nelle Key Enabling Technologies (KET), che indica tecnologie considerate strategiche perché rendono possibili nuovi prodotti, processi e innovazioni in molti settori industriali: Bergamo conta 23 domande riconducibili alle tecnologie di produzione avanzate, a cui si aggiungono 2 nelle tecnologie dei materiali avanzati.
Sul fronte delle tecnologie green, le domande riconducibili alla provincia sono complessivamente 10: 5 riguardano la gestione dei rifiuti, 2 i trasporti, 2 l’immagazzinamento dell’energia e una le energie alternative.
Marchi e design completano il quadro della proprietà industriale
La protezione dell’innovazione non riguarda soltanto le caratteristiche tecnologiche dei prodotti. Nel 2023 sono cresciuti anche i titoli depositati presso l’EUIPO (European Union Intellectual Property Office): i marchi dell’Unione Europea riconducibili al territorio bergamasco sono passati da 253 nel 2022 a 290, mentre i disegni e modelli comunitari sono aumentati da 260 a 392. Il ricorso ai diversi strumenti della proprietà industriale restituisce quindi un quadro più ampio delle strategie di tutela adottate dalle imprese: dalla tecnologia al design, fino all’identità e alla riconoscibilità commerciale dei prodotti.
Dichiara Giovanni Zambonelli, presidente Camera di commercio di Bergamo: “Gli ultimi dati disponibili sulla brevettazione europea ci consentono di comprendere più da vicino le caratteristiche dell’innovazione del territorio, la quale è chiaramente riconducibile alle imprese e riguarda le tecnologie meccaniche e dei trasporti, che sono le nostre specializzazioni produttive. Le imprese bergamasche fanno sempre più ricorso agli strumenti di tutela della proprietà industriale previsti dall’ordinamento europeo, un’evidenza che rende conto dell’impegno della Camera di commercio e di Bergamo Sviluppo, il cui ruolo si è evoluto da una funzione prevalentemente amministrativa a un servizio strutturato di sensibilizzazione, accompagnamento e assistenza, capace di supportare le imprese nella valorizzazione del proprio patrimonio di innovazione”.




