Milano si conferma ancor più capitale del lusso, tra investimenti immobiliari e stime in crescita a cominciare dal segmento alberghiero, sempre più asset class strategico
Grandi Stazioni Retail ha già annunciato la costruzione di un hotel cinque stelle persino dentro la Stazione Centrale di Milano. Integrando hospitality, retail e servizi premium, questo è il primo esperimento alberghiero su un immobile di uno scalo ferroviario. Sarà curato da Pacini Group, realtà che dimostra attenzione nella trasformazione degli snodi urbani in destinazioni polifunzionali, da cui ne nasce inevitabilmente un alto valore immobiliare.
Questo è solo l’ultimo progetto in cui l’ospitalità di alta gamma sta mostrando il futuro di un’intera città. In un contesto in cui alcune piazze internazionali, come Dubai, mostrano segnali di rallentamento, Milano si afferma sempre più come nuova meta d’acquisto per grandi investitori e patrimoni internazionali.
In base alle stime immobiliari riportate da osservatori nazionali e autorevoli, infatti, la concorrenza della città meneghina non è più con Roma o altri centri italiani ma nel segmento alto, la partita è ormai con capitali europee come Londra, almeno fino a pochi anni fa considerata il principale riferimento del mercato.
Nel mondo del mercato immobiliare di lusso, secondo MCO Report* proprio Londra, New York, Hong Kong mostrano in proposito segnali di rallentamento, con crescite previste sotto il 15% di qui al 2030, mentre nuovi hub stanno emergendo con performance straordinarie, tra cui Milano che si sta affermando come protagonista europea superando anche Parigi.
Secondo recenti studi di settore di Assolombarda e Milano&Partners, tutto sostanzialmente risiede in una combinazione fortunata che, non solo nasce da una resilienza post-pandemica superiore ad altri contesti, ma da uno scenario che ha mescolato la capacità di attrarre talenti, grandi brand (e grandi eventi connessi) al pre-post Olimpiadi, rivelando una forza inattesa rispetto ad altre grandi capitali, specie nell’ultimo breve periodo.
Non solo. Tornando al confronto a Milano, rispetto alla City, le quotazioni immobiliari del segmento luxury sembrano essere ancora competitive. È dunque ecco spiegato come mai la capitale economica d’Italia – ritenuta forte di un potenziale economico anche per il futuro – abbia registrato un balzo nelle compravendite di immobili. Non essendo più (solo) la moda, ma un insieme di fattori a rendere solidi gli asset chiave in città, è in corso un’impennata dei prezzi e, dunque il generale “valore” di Milano agli occhi del mondo. E ci sono i numeri a dirlo.
Da Engel & Völkers, ad esempio, studi sul tema dell’immobiliare nella città lombarda riportano che i prezzi, in media, vanno genericamente dai 10 ai 23 mila euro al metro quadrato e solo in casi specifici raggiungono i 27 mila.
Parliamo di case per la fascia alta, ormai non più prevalentemente per una clientela locale, ma soprattutto per quella straniera o per investitori che arrivano, attratti dalla fetta di torta più golosa del panorama europeo e che vogliono mettersi al riparo da altre piazze più a rischio. E il mondo alberghiero e dell’upper real estate, poi, si sono aggiunti al flusso del mercato privato.
L’attenzione di fondi e gruppi di investimento per un mercato fatto non solo di case private, ma anche di interi palazzi per hotel e di strutture a scopo turistico (antica vocazione mai in crisi per la città) è cresciuta.
Qualche esempio in questo caso arriva da gruppi come Colliers, tra i colossi nel campo: nel primo semestre del 2025, da quanto riferisce, gli investimenti fatti in Italia hanno raggiunto circa 1,4 miliardi di euro, un dato che resta il più alto degli ultimi cinque anni e che si lega molto all’exploit della piazza di Milano.
Anche Antirion – oggi parte della piattaforma Colliers Global Investors Italy – ha contribuito a consolidare l’interesse dei fondi immobiliari verso il settore dell’hôtellerie, sempre più asset class strategico. E dietro alla forza della destinazione ci sono anche i dati di HVS – tra le principali società di consulenza finanziaria e immobiliare di portata mondiale e specializzata nel settore alberghiero –, che dicono come i valori degli hotel di Milano siano aumentati dell’1,3% nel 2024, avvicinandosi ai livelli record pre-pandemia e confermando la competitività della città sulla piazza europea.
Della stessa opinione anche un’altra tra le principali società di gestione del risparmio immobiliare, già ben inserita dietro varie proprietà di autorevoli cinque stelle lusso, la Castello SGR. E il dato che emerge, anche secondo Cushman & Wakefield, sul complessivo andamento del 2025, è che è il miglior anno dell’ultimo decennio, con circa 2,5 miliardi di euro investiti e destinati per la quasi metà nel segmento luxury.
Come in una tempesta perfetta, hospitality, real estate, finanza immobiliare e rigenerazione urbana per la città, inevitabilmente, ne sembrano segnare il prossimo destino.
*(tratto da indice Luxury Investment Potential Index, un indice proprietario che analizza e classifica 21 città globali in base al loro potenziale d’investimento nel segmento luxury per il periodo 2026-2030.




