Flessibilità e welfare secondo ELMEC

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Salute, prevenzione e smart working senza confini: Elmec Informatica rinnova il concetto di welfare aziendale ponendo la cura della persona al centro della strategia d’impresa

Secondo il Randstad Workmonitor 2026, per circa un lavoratore italiano su due l’equilibrio tra vita privata e lavoro è il primo motivo per restare in un’azienda; parallelamente, il 45% della Generazione Z a livello globale ha già lasciato un impiego perché incompatibile con il proprio stile di vita.

Avere cura delle necessità delle persone e favorirne il benessere all’interno dell’impresa è oggi un’importante leva di competitività per attrarre e trattenere talenti. Il welfare aziendale è una delle risposte più concrete. In questo contesto, nel tessuto territoriale lombardo, a Brunello, in provincia di Varese, a distinguersi è Elmec Informatica, tra i maggiori operatori IT indipendenti in Italia. Ha creato People Care, un progetto di welfare ampio e innovativo, attento, tra le altre cose, anche alla salute dei dipendenti. Con Elmec Everywhere ha poi portato la flessibilità ai massimi livelli, offrendo ai professionisti dell’informatica il lavoro in full remote. Salute e prevenzione, benessere psicologico, ricerca di competenze, dialogo tra generazioni e intelligenza artificiale sono i temi che Lombardia Economy ha approfondito con Martina Cammarata, responsabile People Care di Elmec.

Partiamo dalle origini: quando nasce Elmec e quali sono gli elementi che definiscono la sua identità di oggi?

Martina Cammarata

«Elmec nasce nel 1971 e in oltre cinquant’anni ha attraversato un percorso di evoluzione profonda. L’azienda di oggi è molto diversa da quella delle origini, ma conserva quei valori e quella tradizione che ne hanno definito l’identità. È cresciuta insieme al mercato dell’informatica, adattandosi con grande versatilità alle nuove esigenze. Oggi siamo una realtà di circa mille persone, attive su diversi ambiti di business – ed è proprio la capacità di evolvere, senza perdere le proprie radici, che rappresenta uno degli elementi distintivi di Elmec».

In Elmec il welfare è un tratto identitario: dentro il programma Elmec People trovano posto una palestra interna, un gruppo teatrale, un servizio di supporto al benessere psicologico con Serenis e un Progetto Salute che porta gli screening medico-oncologici direttamente in sede. Come e quando è nata questa attenzione alle persone?

«Nasce grazie a People Care, che raccoglie tutte le iniziative dedicate alle persone, un punto di forza costante nella nostra realtà. Naturalmente, si è evoluto insieme alla società e alle trasformazioni del mondo del lavoro. Quello che non è cambiato è il valore che attribuiamo alla comunità. Oggi il welfare comprende salute, benessere, attività ludico-ricreative, occasioni per condividere passioni e iniziative che rafforzano il senso di appartenenza. Con un organico, come detto poc’anzi, di mille persone e un’età media di 34 anni, ma anche generazioni con esigenze diverse, è importante proporre un’ampia gamma di servizi. Anche il nostro Campus, con le sue sei sedi, ci permette di offrire attività concrete e accessibili quotidianamente, insieme a strumenti come bonus genitori, iniziative per il rientro al lavoro e progetti legati alla mobilità sostenibile.

Negli ultimi anni, abbiamo investito molto sulla salute e sulla prevenzione, riducendo anche tempi e costi di accesso alle prestazioni sanitarie. Un’attenzione che si estende ai familiari delle nostre persone, attraverso iniziative gratuite e collaborazioni con associazioni e centri diagnostici del territorio».

Con Elmec Everywhere avete aperto le porte ai professionisti dell’informatica di tutta Italia in full remote, senza rinunciare alle radici varesine. Come si tengono insieme un lavoro senza confini geografici e il legame con il territorio? E quanto è complicato trovare oggi le competenze tecniche di cui avete bisogno?

«Per noi era importante ampliare la ricerca delle competenze oltre il territorio varesino, ormai molto competitivo. La carenza di risorse umane ci impone di giocare d’anticipo: da un lato, lavoriamo sull’orientamento dei neodiplomati; dall’altro, abbiamo scelto di cercare le figure di cui abbiamo bisogno in tutta Italia. È stato un vantaggio importante, anche per professionalità molto verticali: abbiamo, per esempio, trovato risorse con competenze linguistiche orientali, in altre aree del Paese, utili per rispondere alle esigenze di clienti con servizi in lingua giapponese e cinese.

Allo stesso tempo, abbiamo voluto mantenere forte il legame con Elmec: le persone in full remote possono vivere il Campus, inizialmente anche una settimana al mese, con una frequenza che può poi adattarsi alle esigenze individuali. Partecipano agli eventi e alle iniziative aziendali, continuando così a sentirsi parte della comunità: un equilibrio che ci permette di conciliare competenze, flessibilità e identità».

Molte imprese trattano ancora il capitale umano come una voce di costo più che come una leva di crescita. Elmec ha scelto la strada opposta: ce la racconta?

«Per Elmec le persone sono il cuore dell’impresa. Operiamo in un settore tecnologico e innovativo e abbiamo scelto di portare internamente le competenze, senza esternalizzare ciò che consideriamo strategico. Questo significa anche poter garantire ai clienti un livello di affidabilità concreto: le persone che gestiscono i servizi e i dati sono dentro alla società. Il 70% delle nostre persone ha una formazione tecnica: per questo abbiamo organizzato anche momenti di incontro con i clienti, proprio per dimostrare che le competenze di cui parliamo non sono soltanto sulla carta, ma vengono applicate quotidianamente. Per noi investire sulle persone e sulla formazione significa costruire il valore dell’azienda».

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Immagine di Beatrice Elerdini
Beatrice Elerdini

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