Competenze e innovazione per la Lombardia

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Formazione continua, intelligenza artificiale e occupabilità: la ricetta di Milano Business Academy per ridurre la distanza tra giovani talenti e imprese del territorio

In un mercato del lavoro in continua e rapida trasformazione, la Lombardia si conferma il motore dell’innovazione nazionale, ma deve fare i conti con un crescente mismatch tra domanda e offerta di competenze. Dalla storica esperienza di Accademia del Lavoro nasce Milano Business Academy: un progetto strategico pensato per connettere giovani talenti e imprese, puntando su formazione continua, digitalizzazione e reali opportunità di occupabilità.

Recentemente la storica Accademia del Lavoro ha evoluto la propria identità in Milano Business Academy. Quali nuove esigenze del mercato del lavoro lombardo e quali trasformazioni nella richiesta di competenze da parte delle imprese del territorio hanno guidato questa scelta strategica?

Nicola Carbonara

«L’evoluzione di ADL in Milano Business Academy nasce dall’esigenza di accompagnare un mercato del lavoro che sta cambiando molto rapidamente. In questi quindici anni abbiamo formato migliaia di persone e abbiamo visto evolvere profondamente le richieste delle imprese: oggi accanto a competenze tecniche verticali, servono professionisti capaci di integrare preparazione specialistica, competenze digitali, capacità analitiche e visione manageriale. La Lombardia, con la sua forte concentrazione di imprese e settori ad alta innovazione, rappresenta uno dei territori in cui questo cambiamento è più evidente. Il nostro obiettivo è contribuire a ridurre la distanza tra formazione e mondo produttivo, costruendo percorsi sempre più vicini alle esigenze concrete delle aziende. Milano Business Academy rappresenta quindi un’evoluzione naturale della nostra esperienza: dalla formazione professionale allo sviluppo di competenze e leadership capaci di affrontare le sfide del futuro».

La Lombardia continua a trainare l’economia nazionale, ma molte aziende affrontano il problema del mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Quali sono le competenze, hard e soft, più urgenti che il capitale umano deve sviluppare oggi?

«Il primo elemento è la capacità di combinare competenze specialistiche e trasversali. Sul fronte delle hard skill, vediamo una domanda crescente di competenze digitali, capacità di analizzare i dati, utilizzo consapevole dell’IA e conoscenza dei processi aziendali e dei mercati internazionali. Altrettanto importanti sono le soft skill: indispensabili sono la capacità di lavorare in team, comunicare, risolvere problemi, gestire progetti e adattarsi al cambiamento. La vera competenza strategica, tuttavia, è la capacità di continuare ad apprendere. In un mercato nel quale tecnologie e professioni evolvono rapidamente, assume un ruolo centrale la nostra capacità di acquisire nuove competenze. È proprio questo equilibrio tra specializzazione e capacità di adattamento che vogliamo trasferire ai nostri studenti».

Tra intelligenza artificiale, sostenibilità e digitalizzazione, l’aggiornamento professionale non è più un evento isolato ma un processo continuo. In che modo Milano Business Academy affianca professionisti e imprese lombarde nei percorsi di upskilling e reskilling?

«La formazione continua è, ormai, una necessità strutturale. Il modello secondo cui si studia, si entra nel mondo del lavoro e si utilizzano per tutta la carriera le competenze acquisite non è più sostenibile. Per questo, Milano Business Academy punta su una formazione fortemente collegata alla realtà aziendale, attraverso docenti professionisti, project work, mentorship e percorsi specialistici. L’obiettivo è trasformare le conoscenze in competenze realmente utilizzabili e immediatamente spendibili nel mondo del lavoro. L’intelligenza artificiale è un esempio evidente: dovrebbe essere concepita come uno strumento destinato a modificare il modo di lavorare in moltissimi settori. Lo stesso vale per digitalizzazione e sostenibilità. Per le imprese, quindi, upskilling e reskilling rappresentano anche un’opportunità per valorizzare il capitale umano già presente in azienda. La formazione diventa così parte integrante della strategia di crescita dell’organizzazione».

Milano e la Lombardia attraggono sempre più giovani talenti e professionisti da tutta Italia e dall’estero. Qual è la visione di Milano Business Academy per rafforzare la sinergia tra mondo accademico, istituzioni e tessuto imprenditoriale locali, trasformando la formazione in vera e propria occupabilità?

«La parola chiave è proprio “occupabilità”. Formare significa, prima di tutto, trasferire conoscenze, nonché mettere una persona nelle condizioni di utilizzarle concretamente nel mondo del lavoro. Per questo crediamo sia necessario rafforzare il dialogo tra università, imprese, formazione specialistica e istituzioni. Milano Business Academy vuole essere un punto di connessione tra questi mondi, attraverso docenti provenienti dal settore corporate, project work, mentorship e un network di aziende partner. Milano offre un ecosistema straordinario per chi vuole costruire il proprio futuro professionale. La nostra ambizione è attrarre talenti e accompagnarli non soltanto verso il primo impiego, ma verso un percorso di crescita. L’obiettivo finale è creare professionisti capaci di interpretare il cambiamento, assumersi responsabilità e contribuire all’innovazione delle imprese e del territorio».

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Immagine di Cinzia Funcis
Cinzia Funcis
Coordinatrice di redazione e giornalista

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