Innovare l’automotive tra IA e capitale umano

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IA, dati e talento italiano: come cambiano tecnologie e processi nel settore della mobilità

L’intelligenza artificiale sta trasformando il settore automotive, ma il cambiamento non riguarda soltanto tecnologie e processi: cambiano competenze, organizzazione del lavoro e rapporto con il cliente. Ne parliamo con Igor Valandro, CEO e Founder di Air – Connected Mobility, società tecnologica specializzata in IA e big data, e Founder di Fit2You, broker assicurativo specializzato nel settore automotive.

Nel vostro percorso avete intercettato bisogni che il mercato stava appena iniziando a riconoscere. Quanto è importante la capacità di anticipare i cambiamenti?

«La tecnologia evolve velocemente, ma il vero cambiamento nasce dalla capacità di anticipare come possa rispondere a bisogni concreti. Air e Fit2You nascono con questa visione: usare dati e tecnologia per migliorare i processi nel mondo della mobilità. Il nostro obiettivo è partire da un bisogno reale e costruire una soluzione tecnologica che semplifichi i processi. Anticipare il mercato significa osservare l’evoluzione di comportamenti e modelli di business e trasformare questi segnali in soluzioni utili prima che le esigenze diventino diffuse».

Quali saranno nei prossimi anni le competenze più richieste nell’automotive? E quali invece rischiano di perdere valore con l’automazione e l’IA?

«L’automazione e l’intelligenza artificiale sono straordinari strumenti di supporto, destinati ad affiancare, ma non a sostituire, il valore del capitale umano nei nostri ecosistemi aziendali. Se da un lato la richiesta di competenze tecniche cresce, dall’altro la relazione personale e la capacità di interfacciarsi con il cliente resteranno un patrimonio puramente umano. La tecnologia ci permette di ottimizzare i processi, ma empatia e intuito continueranno a guidare il nostro lavoro».

Lavorate con team italiani e dalla sede di Vigevano. È possibile oggi costruire competenze avanzate su IA e dati anche fuori dai grandi poli tecnologici? E cosa serve a un territorio per riuscirci?

«Le nostre radici sono saldamente italiane: siamo nati nel territorio di Vigevano e abbiamo consolidato la nostra presenza a Milano, uno snodo strategico cruciale per l’innovazione. Sebbene stiano emergendo realtà dinamiche anche al di fuori dei grandi centri finanziari, l’ecosistema milanese continua a garantire un’attrattività unica. Parallelamente alla nostra forte presenza in Lombardia, abbiamo un ufficio a San Francisco – un luogo che consente di intercettare i trend emergenti e rimanere all’avanguardia nell’innovazione tecnologica».

Come avete costruito le competenze su IA e big data nel vostro team?

«È stato un percorso graduale, basato sull’attrazione e la valorizzazione di talenti. Abbiamo scelto con convinzione di investire in un team italiano, un asset strategico che ci consente di gestire internamente la ricerca, lo sviluppo e l’assistenza diretta ai nostri clienti».

Quali impatti portate per i concessionari?

«L’impatto principale si traduce in un sensibile aumento dell’efficienza operativa, riducendo le attività manuali a favore di decisioni strategiche basate sui dati.

Attraverso le nostre piattaforme, un dealer gestisce in modo integrato l’intero ciclo di vita dell’usato e del nuovo: acquisizione, perizia, stock e pricing dinamico. I sistemi incrociano dati di mercato, annunci online, dati storici e indicatori proprietari, fornendo valutazioni coerenti con la domanda locale e il posizionamento competitivo.

L’IA conversazionale automatizza inoltre le interazioni di routine, la gestione di lead e il pre-booking dell’assistenza, consentendo ai consulenti di concentrarsi sul valore reale: il rapporto fiduciario con il cliente».

DataLab è la piattaforma proprietaria che alimenta sia Air – Connected Mobility sia Fit2You. Cosa riesce a vedere chi usa i vostri strumenti che prima era invisibile?

«Il vero elemento distintivo di DataLab non è la pura quantità di dati gestiti, ma la capacità di connettere fonti eterogenee per estrarre intelligence strategica. Mettere in relazione flussi informativi tradizionalmente separati (dati di telematica, valori di mercato, parametri assicurativi e comportamento d’acquisto) consente di “svelare” connessioni nascoste tra fattori».

MyPrice aiuta i dealer a prezzare l’usato in tempo reale. Avete dati su quanto impatta sulla redditività di chi lo usa? Margini, tempi di rotazione delle vetture in stock?

«MyPrice nasce proprio per intervenire su due aspetti centrali nella gestione dell’usato: la corretta definizione del prezzo e la gestione dello stock. Attraverso l’analisi di dati di mercato, annunci online, dati storici e indicatori proprietari, la piattaforma permette al dealer di avere una valutazione costantemente allineata alla domanda reale e al posizionamento competitivo della vettura. Questo consente di intervenire sul prezzo in maniera più consapevole, evitando sia di svalutare prematuramente un veicolo sia di mantenerlo in stock con una valutazione non più coerente con il mercato. Dalle rilevazioni dei clienti emerge, inoltre, una marginalità incrementale media di 176 euro per veicolo, legata a una visione più precisa della competitività sul mercato».

Fit2You e Air – Connected Mobility operano in ambiti diversi, ma complementari. Quanto è importante contaminare competenze provenienti da settori differenti?

«La contaminazione tra competenze diverse è per noi fondamentale. Air e Fit2You hanno specializzazioni differenti ma operano nello stesso ecosistema: Air porta competenze tecnologiche, dall’intelligenza artificiale all’analisi dei dati, mentre Fit2You conosce in modo specifico il mondo assicurativo e l’integrazione di questi servizi nella filiera automotive. Il dialogo tra queste competenze ci permette di osservare il mercato da prospettive diverse e sviluppare soluzioni per esigenze sempre più trasversali».

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Immagine di Irene Canziani
Irene Canziani
Giornalista freelance, scrive di innovazione, imprese e tecnologie emergenti, con un focus sui contesti B2B e sulle economie locali. Si occupa anche di editing e fact-checking di articoli e analisi, oltre che di pianificazione editoriale per grandi brand e progetti corporate.

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